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15.03.2017

La Tepa Sport è
finalmente
tornata a casa

Lo stabilimento Tepa Sport di Rudiano negli anni Settanta, all’apice del successo per lo storico marchioGiorgio Chinaglia griffato TepaAndreotti in visita alla fabbricaDino Zoff con le Tepa ai piediIl Brescia ’69-’70 firmato Tepa
Lo stabilimento Tepa Sport di Rudiano negli anni Settanta, all’apice del successo per lo storico marchioGiorgio Chinaglia griffato TepaAndreotti in visita alla fabbricaDino Zoff con le Tepa ai piediIl Brescia ’69-’70 firmato Tepa

Ha superato difficoltà e ostacoli, ha attraversato epoche e decenni, e ora, finalmente, potrebbe rinascere dalle sue stesse ceneri, come l’araba fenice. La Tepa Sport di Rudiano, con un passato straordinario e quasi vent’anni di tentativi di rilancio alle spalle, è pronta a ripartire. A riannodare il filo del discorso iniziato dalle famiglie di Rino, Battista e Paolo Riva (scomparso da tempo), è Mariano, figlio di Rino e titolare fisico del marchio dopo una contorta vicenda giudiziaria.

C’È LUI DIETRO al rinnovato slancio di quella mitica «V» che ha vestito squadre di Serie A, nazionali e tennisti di primissimo livello, oltre a papa Giovanni Paolo II, Giulio Andreotti e leader politici di tutto il mondo. Il 2017 potrebbe essere l’anno del decollo, mentre nel 2018 saranno fissati gli obbiettivi di vendita delle nuove calzature. Che per la prima volta torneranno a sfoggiare il marchio originale, di proprietà della famiglia fondatrice.

La Tepa si era fermata nel 1985, dopo il fallimento, una serie di contestazioni sindacali, toppe sfortune e un finanziamento ottenuto e mai arrivato. Ora il tentativo di rilancio. Che passa da numeri piccoli ma significativi: negli anni d’oro di scarpe se ne producevano 10 mila in un giorno, oggi 50 mila in un paio d’anni potrebbero significare la ripartenza.

«ABBIAMO ripreso il marchio - spiega Mariano Riva - dopo un duro lavoro in seno a un concordato aziendale: eravamo creditori dell’azienda che gestiva il copy Tepa Sport e siamo riusciti, anche grazie all’aiuto di mio cugino Giulio Riva, commercialista, a insinuarci nelle trame del tribunale fallimentare, che finalmente ci ha riconsegnato simbolo e nome che da vent’anni purtroppo passavano da una mano all’altra».

UNA PICCOLA rivoluzione, che vede come singolare protagonista un altro membro della famiglia Riva che è anche assessore ai tributi di Rudiano ed ex giocatore di rugby (sul suo profilo Whatsapp ricorda il suo passato nel mondo della palla ovale con ai piedi le mitiche Tepa).

«Ho sempre amato il rugby - racconta Giulio Riva - e in anni in cui non si era ancora arrivati alle calzature specifiche e tecniche di oggi, le Tepa erano perfette anche per questa disciplina».

Nata in un laboratorio di via Marconi negli anni Cinquanta, decollata negli anni Sessanta, la Tepa Sport era arrivata a contare quasi 400 dipendenti negli anni Settanta, con tanto di bus di linea pressoché a disposizione dei lavoratori lungo la tratta che da Soncino passava per Orzinuovi e Roccafranca. «Tre sono le linee che abbiamo messo in produzione - spiega Mariano - costituendo la società Pinup srl: Trip, Real e a breve le Training, che debutteranno a maggio. La nostra forza è nella continuità con la filosofia originaria visto che gran parte della produzione è Made in Italy, anzi, Made in Brescia visto che ci affidiamo a stabilimenti locali per il confezionamento delle nostre calzature».

Nella vendita e nei cataloghi attuali riemergono i miti di quegli anni: Scirea, Bettega, Gigi Riva, Eusebio e altri giocatori di Juve, Milan e Inter, Napoli, Bologna, Cesena e Cagliari. Battista Riva, eterno ragazzo oggi ultra ottantenne, innamorato della sua azienda, si era sentito accordare dalla precedente Amministrazione come possibile l’intitolazione di una via o un luogo a Tepa Sport. Ma le ambizioni ora sono persino superiori: riportare il nome Tepa direttamente in una fabbrica che possa produrre a Rudiano.

Massimiliano Magli
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