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16.12.2017

Leno, la nuova idea di ospedale si presenta

La piscina per la riabilitazione è stata affidata a una gestione mista pubblico-privato
La piscina per la riabilitazione è stata affidata a una gestione mista pubblico-privato

Milena Moneta Potrebbe essere un regalo di Natale la ormai prossima chiusura, a Leno, del cantiere legato alla realizzazione del «Pot», il primo «Presidio ospedaliero territoriale» autorizzato dalla Regione (che aveva aggiudicato i lavori). Ieri l’edificio è stato visitato dall’assessore al Welfare della Regione, Giulio Gallera, accompagnato dal direttore generale dell’Asst del Garda Peter Assembergs. I contenuti? Grazie a un finanziamento regionale di 3 milioni di euro e a un cantiere aperto il primo febbraio sono stati realizzati lavori strutturali di rinforzo, adeguamento impiantistico e messa a norma del blocco originario della struttura lesionata dal terremoto del 2012. TERMINATE le opere, a gennaio avverrà la ricollocazione dei servizi. Al piano terra gli uffici aperti al pubblico del servizio scelta/revoca del medico; al primo il servizio vaccinazioni; al secondo le palestre e gli ambulatori dell’unità operativa di Riabilitazione. Inoltre tra febbraio e marzo partiranno i lavori, sempre con finanziamenti regionali per altri 3 milioni, per realizzare i servizi del Pot su un’area di circa 2.500 metri quadri. L’intervento permetterà di ridistribuire gli spazi e le attività sanitarie in modo da accorpare il tutto per aree omogenee. Tre i settori: integrazione territoriale e gestione cronicità; riabilitativo e salute mentale. Gallera ha visitato anche la piscina della Riabilitazione, affidata per una sperimentazione gestionale pubblico/privata di 50 posti letto al Dominato Leonense Sanità. Arrivano novità anche dall’ospedale di Manerbio: in questo caso la Regione ha finanziato per 4,6 milioni di euro un intervento il cui progetto esecutivo e l’appalto dei lavori dovrebbero essere conclusi al 31 dicembre. Un sopralzo di due piani del nuovo corpo di fabbrica per collocare in spazi contigui servizi omogeni e complementari, in particolare il settore cardiologico, dato che il nosocomio sarà inserito nel sistema regionale per la cura dell’infarto acuto, e l’area materno-infantile. La mattinata è iniziata però nell’ex ospedale di Pontevico oggi sede di Unità di cure subacute, Comunità protetta ad alta assistenza, in gestione sperimentale pubblico/privata con la cooperativa «Il Gabbiano», e del Centro diurno Eureka. Quindi si è passati a Manerbio, in particolare a Ortopedia e Traumatologia e al futuro Centro servizi, «fulcro della presa in carico dei pazienti cronici e legato al Pot», ha spiegato il direttore. Gallera ha concluso sottolineando che la Regione crede nella presa in carico del paziente cronico, e continua a investire sulle strutture per acuti tanto che sta per deliberare finanziamenti per altri 20 milioni per edilizia sanitaria e innovazione tecnologica. •

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