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venerdì, 20 ottobre 2017

Medioevo, il viaggio continua

Gli scavi edizione 2017 nell’area del monastero di Leno (BATCH)

Un pezzo per volta la storia più antica di Leno riemerge dalla terra. Succede anche in questi giorni grazie alla quindicina di universitari provenienti da diverse facoltà di Archeologia italiane (Verona, Padova, Ferrara, Milano, Venezia, Siena, Bologna), ma anche da atenei internazionali (la Sorbona di Parigi e la texana Colgate University) che animano la campagna scavi 2017 nel parco di villa Badia - sede del monastero benedettino fondato nell’VIII secolo dal re longobardo Desiderio - proseguendo un’indagine avviata nel 2014.

A promuovere lo scavo sono la Fondazione Dominato Leonense e Cassa Padana, l’Università degli studi di Verona e la Sovrintendenza archeologica di Brescia col contributo della Regione. Un’ampia sinergia con un unico obiettivo: esaminare oltre mille metri quadri dell’area nord della villa e proseguire l’esame sulle strutture medievali rivenute gli anni scorsi, per comprendere quali fossero i collegamenti con l’antico monastero lenese.

Come nelle passate edizioni lo scavo avrà un’impronta didattica: saranno gli studenti i primi a svelare e toccare la storia. «Osservando i materiali legati alle attività produttive e artigianali ritrovati a ridosso delle strutture, possiamo affermare che nell’XI secolo nella zona indagata c’era l’officina del monastero - afferma Fabio Saggioro, docente dell’Università di Verona e direttore dello scavo -. Inoltre è stato individuato uno dei limiti dell’area monastica: sono emerse le tracce di una staccionata, anteriore all’anno Mille, a ridosso di un fossato».

«Datata poi intorno al X-XI secolo è la costruzione di una grande massicciata realizzata con pietre e legno: caso molto raro, se non unico, nel nord Italia», prosegue.M.MON.