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16.11.2018

Nuovi scenari longobardi Il «caso» di Re Desiderio

Re Desiderio morì a Pavia a causa di una epidemia di peste e fu con ogni probabilità sepolto nella chiesa del monastero di Leno, oggi il sito archeologico di villa Badia, dove gli scavi di inizio millennio hanno portato alla luce una tomba dipinta che potrebbe contenere proprio le sue ossa. È la tesi di fondo del libro «Il sogno di Desiderio re dei Longobardi» scritto dal lenese Angelo Baronio, docente dell’Università cattolica di Milano, che propone una inedita ricostruzione di questa vicenda lontana dalle tesi della storiografia tradizionale, grazie a una rilettura delle fonti e soprattutto grazie appunto agli scavi lenesi. Tesi e opera saranno presentati oggi alle 15 nell’auditorium della Cassa Padana di Leno in un incontro promosso da Fondazione Dominato Leonense e dalla stessa Bcc in collaborazione con la Fondazione Civiltà bresciana, col Centro studi longobardi e con la Fondazione Centro italiano di studi sull’Alto Medioevo. Presenteranno il lavoro Claudio Azzara dell’Università di Salerno, Ezio Barbieri di quella di Pavia, Fabio Saggioro dell’Ateneo di Verona e Gabriele Archetti della Cattolica di Milano. La pubblicazione è frutto di un lungo percorso d’indagine che, vagliando ogni fonte, riletta alla luce delle più recenti acquisizioni della ricerca scientifica, ha potuto contare anche sui sorprendenti risultati emersi dalle campagne di scavo condotte da più di dieci anni nel sito del monastero di San Benedetto. Lo scritto di Baronio smentisce innanzitutto che Desiderio sia stato fatto prigioniero durante l’assedio di Pavia del 774 e portato in Francia, una fake news diffusa da Carlo Magno e ripetuta a catena da tutte le fonti successive, nel timore che la morte del re inducesse il figlio Adelchi a rivendicare la corona e rianimare l’esercito contro i Franchi; e forse a cambiare il corso della storia. La versione di Baronio spiegherebbe tra l’altro una frase scritta circa 50 anni dopo gli eventi da un monaco il quale affermava a proposito del re che «il suo corpo fu dato al nostro monastero». •

M.MON.
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