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27.01.2018

Ora Leno è a metà del restauro Per Manerbio è soltanto l’inizio

I cantieri torneranno presto all’ospedale di Leno per realizzare il «Pot»
I cantieri torneranno presto all’ospedale di Leno per realizzare il «Pot»

Non c’è solo il presidio ospedaliero di Desenzano al centro di una campagna di ampliamento e ristrutturazione. Restando sempre nel territorio dell’Asst del Garda, importanti investimenti della Regione hanno permesso e permetteranno altre significative opere di riqualificazione. A LENO si sono da poco conclusi gli interventi avviati nel febbraio dello scorso anno. Nel dettaglio i lavori, resi possibili da un finanziamento regionale di 3 milioni, hanno realizzato opere strutturali di rinforzo, adeguamenti impiantistici e finiture che hanno rimesso a norma e in sicurezza il blocco originario dell’edificio lesionato dal terremoto del 2012. Sempre a Leno è stato poi possibile ricollocare alcuni servizi offerti dalla struttura (uffici per la scelta/revoca del medico, centro vaccinale, palestre e ambulatori dell’unità operativa di Riabilitazione), e in marzo si dovrebbe riprendere a lavorare per la realizzazione del Presidio ospedaliero territoriale (Pot), anche in questo caso finanziato da Milano con un investimento di altri 3 milioni. L’intervento strutturale, che si concentrerà su un’area di 2.500 metri quadrati, permetterà di ridistribuire gli spazi e le attività sanitarie in modo da accorparle per aree omogenee: integrazione territoriale e gestione cronicità, riabilitazione e salute mentale. Novità in vista anche per la struttura ospedaliera di Manerbio. Lo scorso 30 dicembre è stato inviato in Regione il progetto esecutivo dei lavori strutturali in programma. Un finanziamento di quattro milioni e seicentomila euro consentirà di realizzare un sopralzo di due piani del nuovo corpo di fabbrica perpendicolare all’ala Ovest della struttura a «V» esistente e attualmente sede, al piano rialzato, dell’unità operativa di ortopedia e traumatologia. Al primo piano verranno trasferite l’unità cardio-coronarica, la sala di elettrofisiologia e i relativi servizi di supporto. Al secondo verranno invece collocate la patologia neonatale e le degenze pediatriche per bambini di età inferiore all’anno. Inutile sottolineare che nelle intenzioni progettuali la nuova distribuzione degli spazi permetterà una maggiore efficienza organizzativa e gestionale. • M.L.P.

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