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01.06.2018

Riparte la caccia
alla dimora
di re Desiderio

L’ultima campagna di scavi nel sito archeologico di Villa Badia a Leno: le ricerche riprenderanno a giorni  grazie agli studenti universitari L’obiettivo è riportare alla luce la dimora dell’ultimo re longobardo
L’ultima campagna di scavi nel sito archeologico di Villa Badia a Leno: le ricerche riprenderanno a giorni grazie agli studenti universitari L’obiettivo è riportare alla luce la dimora dell’ultimo re longobardo

Milena Moneta Il confine tra leggenda, storia e scienza non è mai stato così sottile. E forse anche per questo motivo l’entusiasmo e le aspettative per la ripresa della campagna di scavi archeologici a Leno sono ai massimi storici. Tanto più che ad andare alla ricerca della mitica dimora di Desiderio, l’ultimo re longobardo, saranno studenti provenienti da ogni ateneo italiano. Muniti di picchetti, setacci e rastrelli saranno guidati da docenti ed archeologi nella ricognizione di una superficie di oltre 1.000 metri quadri. L’operazione è sostenuta da Fondazione Dominato Leonense, Bcc Cassa Padana, Università di Verona, Soprintendenza e Regione. GLI SCAVI cominceranno il 25 giugno a Villa Badia che da anni si sta rivelando un giacimento di reperti fondamentali per aggiornare le conoscenze sull’alto medioevo. In questa zona sorgeva il monastero maschile di San Benedetto (gemello di quello femminile diSanta Giulia di Brescia), eretto nel 758 per volontà di re Desiderio. Si riparte per dare sostanza agli straordinari ritrovamenti dell’ultimo triennio. Gli archeologi hanno riportato alla luce i resti di un’opera di palificazione di una costruzione a uso residenziale di 200 metri quadri. Le dimensioni e i canoni di costruzione della dimora non rientrano nell’architettura dell’epoca. Il mistero è diventato ancora più intrigante dopo l’esame del C14 che ha datato i reperti alla metà del settimo secolo. Ad appassionare gli studiosi è soprattutto la perfetta conservazione dei materiali. Resta da chiarire come da questa dimora si passò alla fondazione del monastero. L’ipotesi è che la villa possa essere proprio di re Desiderio. Una circostanza che spiegherebbe perchè il complesso monastico sia sorto a Villa Badia. «Uno scenario suggestivo, ma che andrà ovviamente rafforzato con l’incedere degli scavi», ha affermato lo storico Angelo Baronio. Ecco perchè la nuova campagna di ricerche assume un significato speciale. Nelle tre settimane di ricerche, sarà completata l’indagine dell’area dell’edificio. Anche stavolta sono aperte le candidature agli studenti universitari che vogliono diventare detective del paassato indagando con moderni stumenti di ricerca. Vitto e alloggio saranno a carico della Fondazione Dominato Leonense. «Il monastero benedettino di Leno si rivela di straordinaria importanza per la comprensione dello sviluppo del monachesimo in epoca altomedioevale, quando Leno era uno dei siti più importanti a livello europeo - afferma Fabio Saggioro direttore dello scavo con Andrea Breda, funzionario della Soprintendenza -.È un’area di interesse eccezionale: la zona della pianura bresciana in cui il complesso monastico si inserirì fu insediato e sfruttato già in età romana. Le campagne di ricognizioni di superficie, condotte finora, hanno mostrato grande vitalità e una presenza articolata in età altomedievale». Gli studenti aspiranti Indiana Jones dovranno presentare la propria candidatura contattando il Dominato Leonense. •

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