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11.01.2019

Urbanistica «green» La nuova variante ridà spazio ai campi

A dieci anni dall’adozione, e a sette dall’arrivo della per ora unica variante (un intervento specifico e limitato nel 2011), il Piano di governo del territorio di Leno, entrato in vigore nell’aprile del 2009, è pronto per un aggiornamento che prevede tra le altre cose il ritorno alla destinazione agricola di una superficie totale (sommando le singole aree) di 162 mila metri quadri. L’amministrazione intende così rispondere alle istanze avanzate dai cittadini (una cinquantina negli ultimi anni) impossibilitati a realizzare vecchi piani di espansione edilizia, e insieme concretizzare la propria volontà di aumentare la quantità di territorio tutelata dal cemento. Mercoledì sera la variante è stata presentata alla commissione Urbanistica presieduta da Matteo Marazzi, che ha approvato il piano delle regole e il piano dei servizi. Oggi sarà pubblicato il rapporto ambientale di sostenibilità della stessa, che sarà presentato agli enti territoriali competenti (a partire dalla Regione per passare a Provincia, Arpa, Ats e Sovrintendenza). Infine, il cambio urbanistico sarà presentato attorno alla metà di febbraio in Consiglio comunale, e l’assemblea potrà procedere all’adozione direttamente, dato che i capigruppo ne conoscono già i contenuti. IN PRATICA si è trattato di ampliare o modificare alcune singole destinazioni d’uso. Inoltre, la nuova delibera prevede una diminuzione dei costi per le nuove aree residenziali, ovvero degli oneri di urbanizzazione da versare all’ente locale. «Confidiamo che tutto si risolva prima della fine del nostro mandato - commenta il primo cittadino Cristina Tedaldi che tra l’altro ha in carico la delega per il settore Urbanistica -. I tempi necessari ci sono, così come le risposte ai numerosi problemi sollevati dai cittadini. Quello che più ci inorgoglisce è che non solo la variante al Pgt non prevede alcun consumo del suolo, ma registra anche un bilancio ecologico in positivo, dato che togliamo alla edificabilità oltre 160 mila metri quadri che possiamo restituire all’attività agricola». •

M.MON.
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