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giovedì, 21 febbraio 2019
Da Manerbio ai podi mondiali La nuova vita di un trapiantato | Manerbio

Da Manerbio ai podi mondiali La nuova vita di un trapiantato

Altre medaglie per il ciclista trapiantato Ermanno Manenti

La storia di Ermanno Manenti da Manerbio è una storia di determinazione, fortuna e rinascita; una vicenda umana e sportiva trasformata in un «poster» vivente che inneggia alla forza e a una generosità purtroppo non ancora diffusa in Italia: quella di chi acconsente alla donazione dei propri organi. L’ultimo capitolo di questa storia è stato scritto a Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari, dove Manenti ha collezionato medaglie sufficienti a conquistare, a 57 anni, il campionato europeo di ciclismo su strada per trapiantati e dializzati. È stata solo l’ultima performance: nell’agosto del 2009, in Australia, aveva conquistato la medaglia d’oro nella 20 chilometri lungo la Gold Coast. Poi sono arrivati successi nel 2012 a Grosseto e nel 2014 a Salsomaggiore; senza dimenticare l’oro conquistato a ai mondiali di Mar del Plata, in Argentina, e il bis centrato nella stessa competizione lo scorso anno a Malaga. La sua è una collezione di medaglie strepitosa, che probabilmente è destinata ad allungarsi, perchè il prossimo anno torneranno in scena i mondiali a Newcastle, in Gran Bretagna, mentre nel 2020 si ripresenterà l’appuntamento con gli europei a Dublino, e in entrambi i casi il ciclista trapiantato intende esserci, sostenuto dalla moglie Antonella, dai figli Stefano e Michele, ma anche da tanti amici. Una battaglia caratterizzata nella prima parte da una convivenza con una epatite per un quarto di secolo. Fino alla notte tra il 3 e il 4 gennaio del 2007, quando fu sottoposto a un trapianto di fegato nell’ospedale di Pisa. Lo stesso luogo in cui conobbe un altro paziente che gli raccontò delle sue gare con l’Associazione italiana emodializzati e della bellezza di fare sport. DOPO la riabilitazione ha seguito lo stesso percorso, appassionandosi alla bicicletta e recuperando la salute. In Sardegna si sono schierati al via in diverse specialità cinquecento partecipanti trapiantati. Nella gara a cronometro individuale Manenti si è classificato in seconda posizione conquistando l’argento, mentre nella rettilinea di 20 chilometri ha incassato l’oro, mentre complessivamente la Nazionale italiana è arrivata quarta con 53 medaglie dopo Inghilterra, Ungheria e Germania. «Ermanno ha dimostrato ancora una volta il valore della vita e del dono - commenta Marianna Baldo, la presidente dell’Avis di Manerbio di cui Manenti è socio -. Donare sangue, donare organi, significa dare una seconda possibilità a persone nelle quali arde la voglia di vivere». •