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04.03.2017

Pazienti cronici, la rivoluzione
prende le mosse da Manerbio

L’accesso al pronto soccorso dell’ospedale
L’accesso al pronto soccorso dell’ospedale

Sarà l’ospedale di Manerbio, in tempi non definiti ma presumibilmente piuttosto rapidi, a ospitare la prima sperimentazione nel Bresciano dei tre previsti «Centri servizi per pazienti cronici e fragili» inventati dalla giunta regionale lo scorso gennaio. Lo ha deciso ieri il direttore generale dell’Asst (Azienda sociosanitaria territoriale) del Garda Peter Assembergs. Poi toccherà ai presidi di Gavardo e Desenzano.

SORVOLANDO su possibili ragioni di risparmio ed efficienza, il senso «politico» di queste nuove realtà è quello di prendere in carico le persone alle prese con patologie di lunga durata (in Lombardia si contano oltre 3 milioni e 350 mila casi; poco meno di 400 mila nel Bresciano) con le quali la sanità pubblica stipulerà un «Patto di cura» personalizzato; in questo caso da stringere con l’Asst del Garda.

Teoricamente dovrebbe trattarsi di una semplificazione dell’accesso all’assistenza; di una attuazione del Piano assistenziale individuale che deve spaziare tra prenotazioni, contatti telefonici per ricordare appuntamenti e accertamenti, forniture a domicilio di presidi sanitari e sociosanitari, eventuali servizi di telemedicina e richieste relative alle persone che si prendono cura a domicilio dei malati.

Naturalmente gli interventi domiciliari verranno attuati da operatori esperti e in accordo con i medici di medicina generale responsabili delle singole persone. La Regione deve ancora decidere requisiti, caratteristiche e dotazioni dei Centri servizi, ma intanto l’Asst del Garda ha individuato le figure professionali che vi opereranno: medici, psicologi, assistenti sociali, infermieri, educatori e personale amministrativo.

«Sperimentiamo così - dichiara Assembergs - un modello organizzativo pensato per rispondere in modo globale ai bisogni sanitari, sociosanitari e sociali della persona secondo una continuità tra ospedale e territorio. Presto garantiremo questo servizio a tutti i residenti nei comuni di nostra competenza, ovvero l’Est della Lombardia».

«I cittadini toccheranno con mano i benefici della riforma del sistema sociosanitario della Lombardia - è convinto l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera -, ovvero il passaggio dalla cura al prendersi cura. Sono soddisfatto del lavoro dell’Asst del Garda che in poco tempo è riuscita ad avviare i nuovi centri».

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