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martedì, 24 ottobre 2017

Pazienti cronici, la rivoluzione
prende le mosse da Manerbio

L’accesso al pronto soccorso dell’ospedale (BATCH)

Sarà l’ospedale di Manerbio, in tempi non definiti ma presumibilmente piuttosto rapidi, a ospitare la prima sperimentazione nel Bresciano dei tre previsti «Centri servizi per pazienti cronici e fragili» inventati dalla giunta regionale lo scorso gennaio. Lo ha deciso ieri il direttore generale dell’Asst (Azienda sociosanitaria territoriale) del Garda Peter Assembergs. Poi toccherà ai presidi di Gavardo e Desenzano.

SORVOLANDO su possibili ragioni di risparmio ed efficienza, il senso «politico» di queste nuove realtà è quello di prendere in carico le persone alle prese con patologie di lunga durata (in Lombardia si contano oltre 3 milioni e 350 mila casi; poco meno di 400 mila nel Bresciano) con le quali la sanità pubblica stipulerà un «Patto di cura» personalizzato; in questo caso da stringere con l’Asst del Garda.

Teoricamente dovrebbe trattarsi di una semplificazione dell’accesso all’assistenza; di una attuazione del Piano assistenziale individuale che deve spaziare tra prenotazioni, contatti telefonici per ricordare appuntamenti e accertamenti, forniture a domicilio di presidi sanitari e sociosanitari, eventuali servizi di telemedicina e richieste relative alle persone che si prendono cura a domicilio dei malati.

Naturalmente gli interventi domiciliari verranno attuati da operatori esperti e in accordo con i medici di medicina generale responsabili delle singole persone. La Regione deve ancora decidere requisiti, caratteristiche e dotazioni dei Centri servizi, ma intanto l’Asst del Garda ha individuato le figure professionali che vi opereranno: medici, psicologi, assistenti sociali, infermieri, educatori e personale amministrativo.

«Sperimentiamo così - dichiara Assembergs - un modello organizzativo pensato per rispondere in modo globale ai bisogni sanitari, sociosanitari e sociali della persona secondo una continuità tra ospedale e territorio. Presto garantiremo questo servizio a tutti i residenti nei comuni di nostra competenza, ovvero l’Est della Lombardia».

«I cittadini toccheranno con mano i benefici della riforma del sistema sociosanitario della Lombardia - è convinto l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera -, ovvero il passaggio dalla cura al prendersi cura. Sono soddisfatto del lavoro dell’Asst del Garda che in poco tempo è riuscita ad avviare i nuovi centri».