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domenica, 17 dicembre 2017

«Quel via libera al piano
è stato un atto dovuto»

«In questa vicenda il ruolo del Comune è stato limitato al solo ed esclusivo rispetto di regole e norme vigenti». Il sindaco di Manerbio Samuele Alghisi e gli assessori della sua Giunta hanno spiegare separatamente la loro visione del problema aggiungendo che «i piani attuativi di insediamento industriale dell’area in questione risalgono al 1999, e diversi passaggi formali a partire dal 2008 in poi hanno più volte confermato la destinazione urbanistica».

L’ENTE LOCALE si tira insomma fuori dalle polemiche sul progetto. Anche ricordando che «su determinati tipi di intervento incombono inoltre norme regionali, per esempio la legge 31 sul consumo di suolo - aggiunge il primo cittadino - che scavalcano decisioni prese in loco e sulle quali il Comune non ha nessun margine di azione». La Giunta rivendica poi la scelta di non aumentare il consumo di suolo, ma anzi di ottimizzare le aree esistenti riducendo di oltre 34 mila metri quadri gli spazi edificabili grazie ad accordi presi con le singole proprietà.

«Questa amministrazione è molto attenta ai temi ambientali - spiega Alghisi -: ne sono un esempio gli obiettivi già raggiunti nell’ambito del Piano d’azione per l’energia sostenibile, ovvero l’adozione del sistema di illuminazione pubblica a led e i risultati della raccolta differenziata che classificano Manerbio ai vertici».

E IL CASO SGR Serenissima? «Abbiamo adottato fin da subito un ruolo di guida nel processo di edificazione - rimarca il primo cittadino - imponendo prescrizioni per la tutela del patrimonio storico e artistico del territorio. In particolare indagini archeologiche della Sovrintendenza». F.PIO.