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16.01.2019

Scuole parrocchiali I genitori si mobilitano per evitare la chiusura

L’edificio che ospita le scuole parrocchiali
L’edificio che ospita le scuole parrocchiali

Gli incontri si intensificano, ma per il momento non sembrano profilarsi novità interessanti sul futuro delle scuole parrocchiali paritarie di Manerbio, una realtà educativa ospitata dall’ex convento di via Santa Di Rosa. Il problema è rappresentato dalle difficoltà di bilancio della media inferiore, e sullo sfondo c’è un rischio abbastanza concreto di chiusura. Lunedì sera, il preside Lucio Vinetti ha incontrato, su loro richiesta, i genitori rappresentanti di classe, confermando le notizie sulla situazione precaria dei conti. Ha assicurato che per le cinque classi dell’elementare Sant’Angela Merici il contributo dello Stato garantisce la prosecuzione dell’attività, mentre ci sono solo nuvole per la media Beato Tovini: le nuove iscrizioni al primo anno sono in sospeso. Complessivamente, a Manerbio sono iscritti 180 ragazzini. Per la frequenza le famiglie versano un contributo mensile che va dai 180 euro per l’elementare ai 350 per la media inferiore. Quote che, come ha informato il parroco don Alessandro Tuccinardi nell’assemblea convocata venerdì scorso, alla vigilia del programmato «open day», non coprono le spese di gestione. DA QUELL’incontro, a tratti piuttosto teso, è emersa tra i genitori la volontà di farsi carico della ricerca di nuovi finanziamenti per evitare la chiusura di un servizio importante per le famiglie della zona, che possono contare sull’orario di frequenza allungato in vigore in questa istituzione educativa. La situazione è nota da tempo: partecipando a una delle riunioni mensili degli associati alla sezione della Bassa dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti un anno fa, l’allora parroco Tino Clementi aveva parlato chiaramente delle preoccupazioni per questo servizio. Poi, con l’arrivo di don Tuccinardi il problema è stato riproposto tirando le somme. La parrocchia avrebbe un’esposizione debitoria di poco superiore ai due milioni, a causa di spese sostenute per il restauro del tempio danneggiato dall’incendio di vent’anni fa, il recupero dell’organo Amati, la manutenzione dell’impianto campanario e gli interventi su edifici pericolanti dell’oratorio.

F.PIO.
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