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venerdì, 15 dicembre 2017

Chiesa nel mirino dei vandali
l’abate ricorre alle telecamere

La chiesa parrocchiale di Vighizzolo si affida alle telecamere per scoraggiare i vandali (BATCH)

Il numero 666, il simbolo di Satana, che qualche settimana fa è comparso sulla facciata della chiesa di San Giovanni Battista di Vighizzolo è stato un campanello d'allarme per le autorità ecclesiastiche monteclarensi; l’ultimo episodio sgradevole di una lista di danneggiamenti e vandalismi contro l’edificio religioso.

TANTO DA INDURRE l’abate di Montichiari Gaetano Fontana a correre ai ripari. Se è vero che la chiesa parrocchiale della frazione ed il centro giovanile a fianco sono dotati di un sistema di videosorveglianza interno, è altrettanto vero che nessuna telecamera è stata collocata all’esterno per monitorare i movimenti che avvengono nella piazzetta di fronte. Considerando però i recenti fatti, il posizionamento di un «grande fratello» elettronico è diventato una necessità. «I primi problemi si sono verificati con l'inizio della stagione estiva - ha raccontato l'abate - la gente del posto ci ha segnalato schiamazzi notturni nella piazzetta della chiesa, urla e diversi gesti di inciviltà. Lo stesso parroco don Mario Pelizzari ha portato alla mia attenzione una situazione che potremmo definire antipatica».

Negli ultimi giorni è stato danneggiato un contenitore della spazzatura. A quanto pare si tratterebbe di bravate messe a segno da un gruppetto di ragazzini che in tarda serata si danno appuntamento nella piazzetta di Vighizzolo.

Dunque non ci sarebbe nessun legame tra i numeri scritti sull'esterno della chiesa di San Giovanni Battista e sette sataniche.

Nonostante ciò gli abitanti ed in particolar modo le persone che frequentano la parrocchia non vogliono abbassare il livello di allerta. Per questo motivo, l'abate Gaetano Fontana ha pensato di installare una telecamera per sorvegliare l'area oggetto di disordini. L'onere economico spetterà alla Curia o al Comune? Alla domanda ha risposto con chiarezza l'abate di Montichiari. «Si tratta di aree di proprietà della chiesa e dunque toccherà a noi intervenire». In questi giorni l'abate sta vagliando sul tavolo del proprio studio nella piazza Basilica minore diversi preventivi per capire qual è il più conveniente dal punto di vista qualitativo e quantitativo per la parrocchia di Montichiari. A questo punto è facile immaginare che passeranno ancora diverse settimane prima di sistemare la telecamera che dovrebbe «fungere da deterrente per chi da qualche mese sembra aver preso di mira la chiesa di San Giovanni Battista» che al suo interno, tra l'altro, conserva una pregiata pala d'altare raffigurante «San Giovanni e la Madonna» realizzata da Pietro Testoni nel 1822.