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mercoledì, 22 novembre 2017

Dopo un anno nessuna certezza sul tanfo

Dalla commissione Ambiente regionale è emerso che non sono le discariche la fonde del tanfo (BATCH)

A dodici mesi dall’ondata di malesseri che ha colpito maestre e bambini delle scuole elementari, la fonte del tanfo con cui Vighizzolo è costretta a convivere a intermittenza, resta un mistero. E quasi a sottolineare l’impotenza delle istituzioni che da un anno stanno monitorando l’aria e il territorio della frazione di Montichiari, la puzza è tornata a farsi sentire giovedì mattina dopo un periodo di relativa tregua. Come sempre dopo la segnalazione, è scattata la liturgia del protocollo di ricognizioni. Che come sempre dall’ottobre del 2016, non hanno dato risultato, alimentando così il mistero sull’origine dei fastidiosi miasmi con i quali Vighizzolo ormai convive controvoglia.

IL FENOMENO NON ha una spiegazione, come emerge dai verbali dell’ultima seduta della commissione ambiente regionale. «Hanno verificato che i bambini sono stati male perché le maestre hanno chiuso le porte e le finestre e hanno utilizzato dei deodoranti ambientali che probabilmente non erano adeguati», ha affermato l'assessore regionale all'Ambiente Claudia Terzi, rispondendo alle incalzanti domande dell’esponente del M5S Andrea Fiasconaro. Il caso Vighizzolo è entrato di sponda nel dibattito della commissione che stava discutendo dello spandimento dei fanghi in agricoltura. Fiasconaro aveva ricordato all’assessore che, di recente, «si è appreso che sui malesseri a Montichiari è in corso un’indagine della magistratura e si ipotizza che l'impatto odorigeno - almeno in questa circostanza - non derivi dalle discariche, ma da spandimenti di fanghi e gessi di defecazione».

Sulla scorta degli esami eseguiti dall'Ats di Brescia, i carabinieri di Montichiari hanno chiesto un approfondimento sulla composizione del deodorante utilizzato nelle scuole al centro antiveleni dell'ospedale «Niguarda» di Milano. Gli esperti, in sostanza, stanno verificando se i problemi di salute emersi il 17 ottobre 2016 sono legati o meno al prodotto spruzzato nelle aule.

QUELLA dell’altra mattina è solo l’ultima di una serie di segnalazioni via social network sulla presenza di un odore irritante descritto con sfumature acide nella zona di via San Giovanni. In sostanza il tanfo, seppur a fasi alterne, continua a circondare la frazione. La popolazione, ormai, appare esasperata e stanca per risposte che non arrivano. Le cause non sono state individuate. Dopo l'analisi della situazione sanitaria della zona da parte di Ats, si attende il responso dell'Arpa che a novembre aveva installato, in dodici punti differenti di Montichiari, i rilevatori dell'aria per monitorare gli odori, sostanze ed eventuale presenza di inquinamento. La maggior parte dei «nasi» sono stati posizionati a Vighizzolo. Ormai da diverse settimane Arpa ha concluso il proprio lavoro e di recente ha elaborato i dati che dovrebbero essere resi noti alla popolazione nelle prime settimane di novembre. Per adesso c'è il massimo riserbo delle autorità sui dati di Arpa, anche se da alcune indiscrezioni trapelate non sarebbero emersi aspetti eclatanti dai risultati del monitoraggio.