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lunedì, 18 febbraio 2019
Era il «re» della (pessima) accoglienza | Montichiari

Era il «re» della (pessima) accoglienza

La villetta di Carpenedolo, una delle tante destinate agli immigrati

Per oltre un anno è stato il protagonista principale dell’accoglienza dei richiedenti asilo nella Bassa. Angelo Scaroni, imprenditore monteclarense dei Novagli, è entrato in un processo che nel suo caso si è rivelato un business, capace di fargli incassare migliaia di euro al giorno. Complessivamente, calcolano gli inquirenti, due milioni e mezzo di euro in un anno per ospitare duecento persone in strutture fatiscenti. Per anni si è occupato delle sue aziende agricole, di trasporti e deposito pallet (quest’ultima attività, ai Novagli, è rimasta coinvolta in un gigantesco incendio nell’aprile 2017), poi è appunto entrato nel settore dell’accoglienza e ha sistemato in appartamenti di sua proprietà o in case prese in affitto decine di persone. Oggi i suoi ex ospiti sono stati trasferiti nelle strutture di Brescia, mentre in origine erano alloggiati a Montichiari, Carpenedolo, Borgo San Giacomo, Maclodio, Lonato, Pontevico, Fiesse, Acquafredda, Desenzano, Prevalle e Vobarno. IL CENTRO di questo piccolo impero costruito sui profughi e sulle norme di tutela internazionali era a Carpenedolo, il paese da cui sono partite le indagini della Procura di Brescia con i sopralluoghi nella villetta di via Erculiani effettuati dai carabinieri guidati dal maresciallo Alfonso Gentile. In questo stabile potevano essere ospitate 8 persone ma ne erano state contate 24: molte sistemate su un materasso adagiato per terra o nello sgabuzzino. Scaroni era diventato anche uno specialista nel «travaso» di ospiti da una struttura all’altra: una formula sperimentata per provare ad evitare i controlli delle forze dell’ordine. Tutto inutile: un’altra situazione illegale era stata scoperta nell’immobile di via Cornaleto a Isorella. Comune e Ats avevano denunciato problemi di sovraffollamento, igienico sanitari e di sicurezza, rilevando una situazione di degrado tale da costringere i richiedenti asilo a procurarsi l’acqua non potabile da un pozzo. Non solo: a Isorella avevano trascorso l’inverno con temperature intorno ai 13 gradi. Dopo i domiciliari per l’accusa di truffa ai danni dello Stato, l’Autorità nazionale anticorruzione ha nominato un commissario straordinario per gestire i profughi affidati al monteclarense, e oggi le abitazioni che ha usato sono vuote, con le finestre sbarrate. •