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15.12.2017

Fattore di pressione nel mirino Dopo l’Aib ricorre l’Ecoeternit

La discarica Ecoeternit
La discarica Ecoeternit

Valerio Morabito «Il fattore di pressione è illegittimo. Sia perchè la Regione non ha titoli e competenze per emanare una norma del genere, sia relativamente ai contenuti del testo, che sono illogici e contraddittori». L’opinione, ovviamente ampiamente opinabile, è riportata in modo molto più esteso nelle 40 pagine del ricorso al Tar presentato dai vertici della discarica «Ecoeternit» di Montichiari per chiedere l’annullamento dei vincoli che impediscono di aprire o ampliare impianti di smaltimento nelle zone in cui si è raggiunta la quota di 64 mila metri cubi di rifiuti per chilometro quadrato. Evidentemente il ricorso alla magistratura amministrativa tentato dall’Associazione industriale bresciana sullo stesso tema ha fatto scuola, offrendo un assist all’impresa che gestisce una delle principali «pattumiere» presenti nella frazione Vighizzolo. E in effetti il contenuto del fascicolo Ecoeternit è in sostanza lo stesso di quello dell’Aib; motivato dalla necessità dei promotori di ampliare la propria «buca» che accoglie rifiuti non pericolosi e scarti contenenti amianto (qui viene depositato un terzo di tutto l’asbesto d’Italia). NEL 2012 IL SITO era stato posta sotto sequestro per smaltimento illegale di amianto; poi la rimozione dei sigilli, e adesso l’impugnazione del fattore di pressione con l’obiettivo di ampliare la propria capacità d’azione nell’Ate 43: con gli attuali criteri definiti dalla Regione non potrebbe piazzare altro materiale nella pancia di Montichiari. Anche se il fattore di pressione è stato giudicato legittimo dal Consiglio di Stato, secondo i legali di Ecoeternit nella norma non vengono considerati alcuni aspetti ecologici importanti: «La pressione ambientale - si legge nell’impugnazione - potrebbe derivare da depositi di rifiuti incontrollati, da smaltimenti e da terreni contaminati che non vengono in alcun modo considerati nel fattore di pressione». La replica ambientalista non si è fatta attendere. «Questo ricorso al Tar è un ritorno al passato - commenta Alberto Minotti del Comitato Sos Terra -. Il futuro è nella circolarità. Vale la pena spendere soldi nella ricerca per il riciclo dei materiali e non per riempire gli ultimi buchi della pianura di rifiuti». •

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