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30.12.2017

Fusione del Centro fiera «Una cura necessaria»

«Un malato non può essere curato da chi ne ha provocato la malattia». Il vicesindaco di Montichiari Basilio Rodella ha usato una metafora medica per replicare alle accuse delle opposizioni sulle modalità della fusione tra Immobiliare e Centro fiera. «Nel 2014 l’amministrazione comunale si è trovata a gestire una situazione di grave difficoltà finanziaria del Centro fiera - ha aggiunto l’assessore al Bilancio Renato Baratti - per la presenza di un carico di mutui di circa 15 milioni generati senza nessun piano industriale. In più, dal 2007 al 2014 il Comune ha concesso 3,9 milioni di contributi a fondo perduto all’Immobiliare (oltre a 700 mila euro per il Centro) senza alcun aumento di capitale. Fondi che l’ente locale, in sostanza, ha messo di tasca propria senza la partecipazione degli altri soci, ovvero Provincia e Bcc». Un quadro pesante anche secondo il sindaco Mario Fraccaro, «e oggi a scagliarsi contro il nostro modus operandi sono gli stessi che negli anni trascorsi hanno messo in difficoltà il Centro fiera». Nel mirino del primo cittadino le critiche sollevate dal gruppo consiliare della Lega nord, che ha parlato di «alcuni passaggi poco chiari nella procedura di fusione» decisa dal consiglio comunale. Tornando alle ragioni della maggioranza di centrosinistra, la fusione è stata «necessaria perché la scissione del 2003 tra le due realtà ha limitato l’operatività di entrambe le strutture. In più l’Immobiliare fiera non è riuscita a mantenere un adeguato equilibrio finanziario. Invece con la fusione - ha proseguito Baratti - è aumentata la solidità patrimoniale delle società. Il Centro fiera vedrà infatti aumentare il proprio capitale sociale da 516 mila euro a oltre 5 milioni, e riceverà in dote oltre 34 milioni di immobili, con debiti per 20 milioni e mutui da quasi 15». DOPO l’addio a uno schema di scatole cinesi, la razionalizzazione comporterà «una diminuzione dei costi di funzionamento di circa 50 mila euro l’anno». Infine anche l’utilizzo dei marchi, che in passato era suddiviso tra Centro fiera, Immobiliare ed Effegi srl, è stato ricondotto esclusivamente alla prima spa. «Del resto - ha aggiunto Fraccaro - per promuovere la struttura fieristica occorre sistemare in primis la situazione finanziaria». Per finire, l’amministrazione comunale rivendica alcuni obiettivi raggiunti: «Siamo riusciti a porre fine all’isolamento della nostra struttura espositiva - afferma in conclusione il vicesindaco Rodella - grazie alle collaborazioni con le fiere di Brescia, Cremona e Bergamo. Non è un caso che dal 4 al 6 marzo parteciperemo a una rassegna a New York per promuovere le eccellenze alimentari della Lombardia». • V.MOR.

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