CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

26.01.2018

Il rebus espulsioni
Aspettando il Cpr
la strada è lunga

I respingimenti risultano spesso molto complessi:  le forze dell’ordine bresciane devono accompagnare gli immigrati a Bari o a Roma
I respingimenti risultano spesso molto complessi: le forze dell’ordine bresciane devono accompagnare gli immigrati a Bari o a Roma

Identificazione, respingimento, espulsione: sembra facile in tre parole, ma per il territorio bresciano c’è un abisso tra il dire e il fare. Perchè per eseguire l’identificazione e l’espulsione di immigrati presenti illegalmente in provincia, non ci sono strutture attive localmente, o nelle vicinanze, e nemmeno, viene da dire, nelle «lontananze». In gran parte dei casi, ovvero quando l’espulsione non sia immediatamente eseguibile o non possa svolgersi utilizzando l’aeroporto più comodo, i centri di riferimento più vicini a Brescia sono il Cie di Ponte Galeria vicino a Roma per le donne, oppure quello di Bari per i clandestini maschi. Roma e Bari. Non proprio dietro l’angolo. Perchè il tragitto Brescia-Bari, fra andata e ritorno, comporta un viaggio (tragitto stradale) di circa 1800 chilometri. Dalla Valcamonica alla Bassa passando per Garda e Sebino, le forze dell’ordine sono chiamate a lunghe e costose trasferte.

LA NOTIZIA positiva ai fini di una maggiore efficacia su questo fronte, è la riconfermata determinazione del governo ad approntare il Centro di permanenza per i rimpatri della ex Serini di Montichiari. La caserma non diventerà un centro di accoglienza ma una struttura finalizzata al rimpatrio, un Cpr. Inoltre lo «stallo», che si era creato negli appalti dei lavori per l’approntamento della struttura, è prossimo a sbloccarsi. Ma le «ombre» sono nel fatto che non venga indicata una scadenza, un tempo limite per poter inaugurare e rendere operativa la struttura di Montichiari. E intanto? Brescia-Bari e ritorno continuerà a costituire, paradossalmente, la via più breve per dare esecuzione alle espulsioni, nei molti casi in cui non sia possibile salire semplicemente su un aereo. Al momento, in Italia, di Centri di identificazione ed espulsione veri e propri ne esistono solo cinque: i citati Roma Ponte Galeria e Bari, oltre a Caltanissetta, Trapani e Torino (che è più vicino a Brescia, ma di capacità limitate), ai quali si aggiunge il centro di Brindisi, in appoggio a quello di Bari.

SONO QUESTI Cie le strutture istituite per trattenere gli stranieri sottoposti a provvedimenti di espulsione o respingimento con accompagnamento coattivo, nel caso in cui il provvedimento non sia immediatamente eseguibile. Centri che hanno anche la funzione di consentire accertamenti sull'identità di persone trattenute in vista di una possibile espulsione o di espulsione certa. Ma i centri sono pochi, lontani e generalmente sovraffollati, al punto che organizzazioni come Amnesty e Medici senza frontiere hanno mosso più di un rilievo di profilo umanitario, benchè gli «ospiti» non siano formalmente dei detenuti. Una situazione che, da un punto di vista bresciano, presenta evidenti criticità: le distanze, i costi, i disagi del lungo viaggio non solo per gli stranieri destinati all’espulsione, ma anche per il personale che li accompagna, di norma carabinieri, sono problemi che non sembrano potersi risolvere a breve.

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1