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27.02.2018

La «benedizione» dell’arciduca e 60 lire al mese per il maestro

Nel 1903 la  fanfara monteclarense custodiva la tradizione musicale Nel 2017 il gruppo ha effettuato 30 servizi e tenuto sei  concerti La fotografia  ricordo in occasione dell’esibizione con  Jovanotti
Nel 1903 la fanfara monteclarense custodiva la tradizione musicale Nel 2017 il gruppo ha effettuato 30 servizi e tenuto sei concerti La fotografia ricordo in occasione dell’esibizione con Jovanotti

La Banda cittadina «Carlo Inico» è l’associazione più longeva di Montichiari. Una serie di documenti attestano che fin dai primi dell’Ottocento in paese operava un’associazione musicale finanziata dal Comune. Nel 1825 Montichiari era inserita nell’elenco dei paesi autorizzati a far esibire la loro Banda in occasione della visita nella Bassa dell’arciduca Francesco Carlo, e nel 1826, con il «visto» delle autorità austriache, fu bandito un concorso per assumere un maestro di musica, tenuto «a privilegiare l’insegnamento degli strumenti d’arco e a portare ad un buon grado di perfezione anche gli allievi degli strumenti a fiato». Il tutto a fronte di un compenso di 689,65 lire l’anno. L’incarico fu affidato a Faustino Meloni, professore di violino di Lonato, e la scuola aprì i battenti. Ma le lezioni si tenevano in case private, non essendoci una sala prove. Nel 1835 il Comune decide di tagliare i finanziamenti alla scuola, vuoi per l’esiguo numero degli allievi (solo 14), vuoi per la necessità di reperire risorse per opere pubbliche più urgenti. Nel 1874 si costituisce, in via provvisoria, un corpo musicale che apre una sottoscrizione per pagare un maestro di musica e l’acquisto degli spartiti. Il Consiglio comunale stanzia 250 lire per il primo anno e 750 lire per altri due, a partire dal 1875, a condizione che il corpo musicale sia composto da almeno 30 elementi e che suoni gratuitamente alle feste nazionali e in tutte le circostanze richieste dall’esecutivo. LA SVOLTA nel 1887, quando viene assunto il maestro Carlo Inico di Caravaggio, librettista e compositore, autore dell’Inno di Montichiari, che prosegue la sua opera ininterrottamente fino al 1947, anno della sua morte. A lui nel 1956 viene intitolata la Banda. Il ritrovato Corpo musicale fa il suo primo concerto il 20 aprile 1903 a Carpenedolo. Con l’avvento delle guerre, molti strumentisti vengono chiamati alle armi, ma finito il secondo conflitto mondiale, in occasione della festa di Santa Cecilia del 1946, il maestro Inico riunisce i bandisti e ricompone il gruppo. Nel 1955 don Vigilio Gorgati cerca di dare nuovo impulso al sodalizio che dopo poco si scioglie, anche perché manca una scuola allievi su cui fare affidamento per il ricambio dei musicisti. Nel 1963 Francesco Rodella, suonatore di tromba, cerca di ricostituire il gruppo. Il 13 ottobre 1965 viene ufficializzata l’istituzione della Banda: maestro pro tempore è Luigi Antonioli. Dopo di lui sono saliti sul podio Luigi Zola, Filippo Cuscito, Tarcisio Marella, Marina Maccabiani, Carlo Righetti e Giulio Piccinelli, fino all’attuale maestro Massimo Pennati, che guida il gruppo dal 2013. •

C.REB.
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