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12.07.2018

La Casa della musica nel mirino Petizione contro la nuova sede

L’ex biblioteca comunale diventerà la Casa della musica
L’ex biblioteca comunale diventerà la Casa della musica

Sono oltre 500 le firme raccolte dalla Lega contro l'apertura della Casa della musica in via XXV Aprile nella ex sede della Biblioteca comunale che il prossimo anno dovrebbe ospitare la banda cittadina Carlo Inico, la scuola d’archi Pellegrino da Montechiaro e la scuola di danza e teatro. Il vicesindaco Basilio Rodella ha però ribadito che «la nuova Casa della musica e delle arti sarà realtà nella tarda primavera del prossimo anno, tempi tecnici permettendo». Un progetto che non convince le minoranze, le quali non sono contrarie a priori al concetto di Casa della musica (che costerà 870 mila euro), ma si sono opposte al luogo scelto per realizzarla. Spiega il segretario cittadino Davide Tiraboschi. «In primo luogo l’ubicazione dell’immobile è svantaggiosa. Pensiamo ai musicisti che si troveranno a dover parcheggiare a centinaia di metri e dovranno spostarsi a piedi con gli strumenti. In secondo luogo l'acustica. Come si capisce dalla relazione del tecnico in acustica ambientale, l’ingegner Trebeschi, incaricato dall’amministrazione di effettuare lo studio, anche con la realizzazione degli interventi di bonifica acustica non si riuscirebbe a rispettare i limiti assoluti di emissione e di immissione imposti per il periodo notturno (dalle 22 alle 6). Ciò comporterebbe la limitazione alle 22 delle prove per la banda». «Infine - ha concluso Tiraboschi - c'è un evidente ostacolo legato ai vincoli della struttura e dovuto alla normativa antincendio che limita a 100 persone la capienza massima». La maggioranza ha invece difeso la bontà del progetto perché «si rivitalizza il centro storico, si recupera un edificio di proprietà ammalorato e poi si restituisce un immobile carico di storia ai cittadini». La giunta ha sottolineato che «più della metà della spesa sarà finanziata dal recupero di 16.500 euro annui che il Comune paga per l'affitto a un privato della sede della banda». •

Valerio Morabito
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