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23.12.2017

Montichiari, frazioni cresciute senza fogne

Rifiuti di ogni genere abbandonati sul territorio di Montichiari
Rifiuti di ogni genere abbandonati sul territorio di Montichiari

Valerio Morabito Si stanziano centinaia di milioni per rifare il sistema di depurazione del Garda, ma nel frattempo si perdono per la strada pezzi di territorio che da decenni scaricano liquami nei corsi d’acqua superficiali. Succede a Montichiari, e l’assenza di un sistema fognario in diverse zone del Comune non è di certo una novità. Ma la soluzione del problema non sembra una priorità per l’Aato, che infatti non ha inserito nessun progetto da realizzare nella cittadina della Bassa nel quadriennio 2017-2020. Lo ha annunciato nella seduta consiliare di giovedì l’assessore ai Lavori pubblici Beatrice Morandi, ricordando poi che «neppure nei prossimi anni verrà realizzata l’estensione della fognatura alle frazioni che ne sono sprovviste. Dopo alcuni contatti avuti con l’Aato - ha aggiunto - sappiamo che è previsto un intervento su Montichiari in un contesto temporale molto ampio, che va dal 2016 al 2045». E visto che l’ente gestore del ciclo idrico integrato programma i cantieri ogni quattro anni, è chiaro che per il prossimo quadriennio qui non si farà nulla. Quello dell’assenza di una rete fognaria è un grave problema, perché colloca il Comune in una situazione di piena illegalità. I buchi neri? Si trovano nella zona industriale della Madonnina, ai Boschetti e ai Campagnoli, a Sant’Antonio, Rò e Santa Giustina. Tutte aree che oggi sono molto più popolate del passato. Tutto fermo quindi? Il Comune ha spinto per far realizzare almeno la progettazione generale della nuova rete (che costerà circa 100 mila euro) all’Autorità d’ambito, che a quanto pare ha lasciato aperta una finestra. Intanto, l’ente locale ha inserito la cifra previsionale di 5 milioni 400 mila euro nel Piano delle opere pubbliche 2020 proprio per ampliare il sistema di collettamento. Una somma che andrebbe aggiornata, dato che si basa sull’ultimo progetto analogo che risale al 1998. Restando sempre in campo ambientale, in consiglio si è discusso anche della piaga dell’abbandono di rifiuti. Ci ha pensato l’esponente del Movimento Cinque Stelle, Paolo Rossi, che ha presentato una interrogazione. «DAL 2015 al 2017 - ha risposto il sindaco Mario Fraccaro - abbiamo speso circa 22 mila euro per smaltire rifiuti abbandonati su aree pubbliche. Nell’elenco cinquemila euro per smaltire rifiuti abbandonati su un rimorchio; circa 13 mila per smaltire lastre in cemento-amianto e altri tremila per olii e acidi abbandonati nell’ex deposito munizioni». Non solo: «I costi comunali per raccogliere rifiuti abbandonati sul suolo pubblico sono lievitati a circa 71 mila euro nell’ultimo triennio». La risposta? I Cinque Stelle hanno proposto l’acquisto di fototrappole per immortalare i responsabili e la maggioranza ha detto sì. •

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