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28.12.2017

Montichiari, il Comune vende e l’opposizione spara a zero

Il piano di alienazioni del municipio fa discutere
Il piano di alienazioni del municipio fa discutere

Valerio Morabito Non c’è solo la fusione delle società del Centro fiera ad agitare la politica di Montichiari. Anche il piano delle alienazioni 2018-2020, approvato a maggioranza dal consiglio comunale, ha creato tensione. Ad accendere il dibattito è stata la scelta di mettere sul mercato alcune aree attorno all’aeroporto; senza dimenticare i timori di una «cementificazione» di altre zone del territorio. Partendo dal caso aereo, a creare movimento è il destino di tre porzioni delle vecchie piste dello scalo. Una si trova nella contrada della Nonna e misura quattromila metri quadri, e le altre due in via Aeroporto, e misurano rispettivamente 7.500 e 2.300 metri quadri. Il tutto è stato messo in vendita per un ammontare di circa 117 mila euro, e la scelta dell’amministrazione Fraccaro ha provocato le reazioni della Lega nord. I consiglieri Marco Togni e Davide Tiraboschi hanno ricordato una delibera di giunta del 2015, nella quale «era stato preso l’impegno di non modificare il Pgt mantenendo la destinazione a sedime aeroportuale delle aree limitrofe. Invece di vincolare queste zone le avete messe in vendita». La risposta è arrivata dall’esponente del Pd Matteo Mirto: «La maggioranza non ha cambiato opinione sullo sviluppo dell’aeroporto. Le aree in vendita sono limitate e non precludono lo sviluppo dello scalo». IL CAPITOLO cemento? Lo ha aperto il via libera alla vendita di altri spazi nella zona della Fascia d’Oro, in via D'Annunzio. La destinazione urbanistica originaria del terreno, di oltre 30 mila metri quadri e messo in vendita per 2 milioni 700 mila euro, era quella di «area servizi», e potenzialmente avrebbe potuto ospitare un parco, mentre ora i 30 mila metri sono classificati area produttiva. Così il capogruppo della Lega, Marco Togni, è tornato all’attacco: «Nella campagna elettorale del 2014 avevate detto che Montichiari in passato era stata cementificata, ma adesso siete voi che volete favorire l’arrivo del cemento nell’area verde nella zona industriale della Fascia d’Oro». Laconica la replica dell’assessore al Bilancio Renato Baratti? «Tutte la aree del piano delle alienazioni sono state soggette alla valutazione ambientale strategica». Infine l’ultimo «siluro» ambientale. Nel piano delle alienazioni ci sono anche 18 mila metri quadri in via Sigalina, nella località Rò, che si ipotizzava di riempire di alberi per mitigare in parte l’effetto discariche. Ipotesi ovviamente affondata con la vendita. •

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