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31.12.2017

Montichiari, il fiume Chiese è ormai un cocktail di «veleni»

Il Chiese «ingiallito» durante l’inquinamento  dei mesi scorsiIl colore del fiume a Borgosotto come appare in queste ore
Il Chiese «ingiallito» durante l’inquinamento dei mesi scorsiIl colore del fiume a Borgosotto come appare in queste ore

Valerio Morabito Quello che si conclude oggi può essere definito l’annus horribilis del Chiese. O almeno un anno in cui questo fiume maltrattato è stato finalmente messo sotto sorveglianza. Scarichi ripetuti, morie di pesci, i timori legati alla costruzione del mega depuratore del Garda e avvelenamenti da metalli pesanti hanno scandito tutto il 2017. IN PARTICOLARE nella seconda fase dell’anno, l’attenzione delle autorità sanitarie si è concentrata sul tratto del Chiese che scorre nella località Borgosotto di Montichiari, e in particolar modo all’altezza dello scarico della cartiera. Sono stati infatti numerosi i sopralluoghi di Arpa e guardie ecologiche volontarie motivati dal ripetuto manifestarsi di una colorazione giallastra dell’acqua e da altre anomalie che hanno attirato l’attenzione delle istituzioni. I risultati? I prelievi realizzati dall’Arpa da giugno fino alla stagione autunnale hanno permesso di riscontrare valori sopra la norma per ammoniaca, azoto e solfati. I campionamenti che sono stati effettuati all’altezza dello scarico industriale della cartiera hanno rilevato anche la presenza nell’acqua del Chiese di alluminio (+ 0,27% rispetto al valore di riferimento), manganese (+ 0,09%) e cloruri (+ 13%). In diversi casi, in particolare l’alluminio ha raggiunto concentrazioni davvero elevate. Durante i monitoraggi, l’attenzione dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente si è concentrata anche su un pozzetto che raccoglie le acque reflue derivanti dal trattamento chimico-fisico e biologico delle acque di processo della cartiera. E a destare preoccupazione insieme al ph dell’acqua è stata la temperatura della stessa. Secondo un campionamento di fine giugno, infatti, erano stati superati i 25°. Temperatura che a settembre, durante un altro prelievo, aveva raggiunto i 19° per poi attestarsi, durante una verifica delle guardie ecologiche volontarie a ottobre, a quota 26°. Troppi problemi attorno e nel fiume, e non è un caso il fatto che alcuni dati rilevati dall’Arpa siano finiti direttamente alla procura della Repubblica, dove in queste settimane si sta cercando di ricostruire il quadro delle eventuali violazioni delle normative in difesa dell’ambiente. Nel frattempo qualcosa dovrebbe essere cambiato, perché da pochi giorni la cartiera ha messo in funzione un depuratore. L’azienda, che al momento non è ufficialmente messa in relazione con i ripetuti casi di inquinamento riscontrato in questi mesi, ha investito quasi 2 milioni di euro per allestire un impianto biologico di trattamento delle acque. Ma in questi ultimi giorni l’acqua del Chiese all’altezza del ponte di Borgosotto continua ad avere un colore giallastro. •

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