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08.11.2018

Una class action
per le vittime
della polmonite

Polmonite batterica e legionella: da fine agosto nella Bassa bresciana orientale si è verificata un’epidemia forse unica nel suo genere
Polmonite batterica e legionella: da fine agosto nella Bassa bresciana orientale si è verificata un’epidemia forse unica nel suo genere

È il primo passo per una causa collettiva di risarcimento per le vittime dall'epidemia di polmonite che ha scosso la Bassa bresciana orientale. Martedì sera nel municipio di Montichiari, una cinquantina di persone che si sono ammalate o che hanno avuto lutti in famiglia nei giorni dell’allarme sanitario di scoppiato a fine agosto, hanno dato mandato all’avvocato Donatella Mento di acquisire le loro cartelle cliniche.

CARTE ALLA MANO, poi, si procederà: «L’acquisizione delle cartelle cliniche è un passaggio fondamentale per avviare un'azione legale - ha spiegato l’avvocato -. Dai documenti ospedalieri potrebbero emergere delle similitudini tra le forme di polmonite e legionella riscontrate in centinaia di pazienti. Con grande probabilità l'epidemia può essere frutto di più cause ambientali, quindi occorre non fermarsi a singole ipotesi come le torri di raffreddamento». Il riferimento è alle tante criticità ambientali che caratterizzano la Bassa orientale: dalla questione dei fanghi di depurazione sversati sui campi all’inquinamento del fiume Chiese, fino alle discariche attive e quelle dismesse e mai bonificate, concentrate in particolare a Montichiari. L’idea del Comitato di salute pubblica, che conta già un centinaio di adesioni ed è coordinato dall'ecologista Carmine Piccolo, è di creare una sorta di «precedente» in modo da ottenere un risarcimento per le vittime dell'epidemia. Possibilmente per tutte, anche se questo sarà l’aspetto più problematico, in mancanza di una completa omogeneità dei casi clinici e di certezza sulle cause della contaminazione. L'azione del Comitato, infatti, è determinata ma sarà tutta in salita visto che ancora Ats Brescia e gli organi giudiziari che indagano sulla vicenda non hanno individuato la causa scatenante di un’emergenza sanitaria forse unica nel suo genere. Percorso difficile, molto: per questo motivo sia l'avvocato sia il coordinatore del Comitato hanno chiesto «la massima partecipazione» all'iniziativa. Ed è già così: oltre 100 persone, al momento, hanno aderito al comitato e 50 di loro si sono presentate nella sala concessa martedì sera dal Comune di Montichiari. Tra loro diversi cittadini della Bassa orientale che si stanno lentamente riprendendo dopo aver contratto la polmonite batterica o la legionella.

TRA I PRESENTI c’era il 57enne di Carpenedolo colpito da legionella, che è stato ricoverato per settimane all'ospedale Niguarda di Milano. Hanno partecipato all'incontro anche i parenti del 29enne di Roè Volciano, che è stato in coma farmacologico per legionella nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale San Gerardo di Monza. Il giovane, che lavora in una ditta di Castenedolo e frequenta con costanza la zona di Calcinato, oggi è in rapida ripresa in un centro riabilitativo. Tutti vogliono sapere la verità e avere giustizia.

Valerio Morabito
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