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09.02.2019

movimento che si oppone al progetto discute della situazione e raccoglie fondi anti Daspo

È il tempo dell’attesa, anche per la Tav Brescia-Verona: si attende la consegna dell’analisi sui costi e benefici, si attendono gli esiti dei ricorsi al Tar ancora pendenti, si aspetta pure che venga depositato il progetto esecutivo. Ma nell’attesa il movimento No Tav riparte da dove si era fermato: sempre a Lonato, a poche settimane dai 13 Daspo urbani emessi dal Comune nei confronti di altrettanti attivisti, e a una decina di giorni dalla contestazione arrivata pure in consiglio comunale. SI PARLERÀ di questo, e delle future iniziative in programma, stasera al circolo Arci Machiri di via Fonte del Fabbro, dove è stata organizzata una cena di solidarietà per coprire le spese legali degli attivisti che hanno ricevuto il Daspo (il conto è di 100 euro a testa, 1300 in totale). A margine dell’iniziativa, i No Tav fanno sapere di aver già raccolto circa 650 euro grazie alle donazioni su Iban e Postepay. E a Lonato soffia anche il vento della polemica politica: i consiglieri di minoranza sono tornati alla carica sul tema delle ex cave Vezzola che dovrebbero ospitare il polo logistico del cantiere Tav. Ma è Calcinato che il clima si fa sempre più teso, alla luce anche delle ultime rivelazioni «Bresciaoggi», sul percorso della nuova linea ferroviaria ad alta velocità che attraverserà in modo significativo il territorio comunale. Il capogruppo consiliare M5S Libero Lorenzoni promette battaglia e ricorda che «due delle aree interessate agli espropri per il passaggio del Tav sono tuttora sede di domicili parlamentari, rispettivamente per i sottosegretari del governo Claudio Cominardi in via Cavour a Calcinatello e Vito Crimi in via Rovadino a Calcinato». I due parlamentari nel 2015 avevano fatto la scelta per svolgere in questi terreni e case, insieme ai propri collaboratori, le attività sul territorio e tenere in custodia la documentazione necessaria all’espletamento del loro mandato. «CIÒ - RICORDA Lorenzoni - consentirà ai due sottosegretari di godere anche qui delle garanzie previste dall’articolo 68 della Costituzione e da una successiva sentenza della Corte costituzionale che sanciscono l’estensione della garanzia dell’inviolabilità del domicilio del parlamentare a spazi ulteriori rispetto alla mera residenza. Ogni azione che ne prevederà la violazione con perquisizioni personali o domiciliari, ispezioni personali o atti amministrativi di sequestro e di esproprio, dovrà essere soggetta alla preventiva autorizzazione della Camera di appartenenza». «Insieme agli onorevoli Cominardi e Crimi - sottolinea ancora Lorenzoni - se e quando la macchina della realizzazione del Tav si metterà in moto, ci opporremo in modo pacifico ai tentativi di intrusione nelle proprietà dei residenti e degli imprenditori». Da sempre contrario al Tav è anche il Comitato Cittadini, che in passato ha cercato di «ostacolarne l’iter con azioni legali e di informazione per ribadirne l’inutilità e l’impatto ambientale, sociale ed economico» come dichiara la portavoce Laura Cosini. «Dai documenti - spiega - pare siano state recepite alcune delle 13 prescrizioni riguardanti Calcinato (delle 309 complessive) da parte di Cepav Due, poiché imposte dal Ministero». «Abbiamo confrontato gli elenchi pubblicati su Bresciaoggi con quelli precedenti e abbiamo notato che mancano tutti gli espropri temporanei, che comunque saranno molti e per i quali ad oggi non si conoscono i tempi di uso da parte del general contractor» puntualizza, ribadendo «la gravità degli impatti che l’opera avrà sul territorio: i più colpiti saranno i frontisti e i cittadini che si troveranno a ridosso di un’opera subendone gli impatti senza minimamente essere risarciti. Per questo motivo avevamo sollecitato più volte l’amministrazione comunale a promuovere azioni legali a titolo di precauzione, per avere in mano documenti importanti e difendere i cittadini esposti a danni irreversibili». Ferma opposizione è espressa anche da Ennio Alegri, una vita passata sui treni come macchinista ferroviere e ora capogruppo in consiglio comunale degli ecologisti di Bene Comune. «La prima certezza è che il territorio di Calcinato sarà il primo ad essere colpito dalle procedure di esproprio, dall’attivazione dei cantieri e dai disagi che le modifiche alla viabilità interna produrranno. I 27 anni trascorsi dalla prima fase di progettazione, le interruzioni e i rinvii – per Allegri - hanno avuto un effetto soporifero sulla maggioranza della popolazione e ciò ha influito pesantemente sulla possibilità di sviluppare un approccio critico e partecipato sugli effetti sconvolgenti che l’opera avrà nella vita quotidiana della nostra comunità per i prossimi anni». Alegri prevede «un ulteriore peggioramento della qualità dell’aria per l’aumento del traffico pesante dovuto alla movimentazione dei terreni, che si tradurrà in un sensibile aumento di affezioni bronco-polmonari e alle prime vie respiratorie. E Tav non servirà nemmeno a migliorare il trasporto regionale, quello più necessario, utilizzato dai pendolari ogni giorno per lavoro». • (Ha collaborato Alessandro Gatta)

Flavio Marcolini
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