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31.05.2017

Quelle «antilopi» nel mais sono daini in fuga

Due  daini immortalati nei campi attorno a Barco di Orzinuovi: un’immagine insolita nella Bassa
Due daini immortalati nei campi attorno a Barco di Orzinuovi: un’immagine insolita nella Bassa

Se non fossimo in una provincia in cui la fauna selvatica gode soprattutto di una considerazione «predatoria», lo spettacolo al quale qualche fortunato ha già assistito non avrebbe nulla di straordinario. Basta infatti valicare semplicemente il confine col Trentino Alto Adige per incontrare caprioli che saltano tra i meleti. Un mini branco di daini che pascola nel mais ancora basso della Bassa suona invece come speciale; oltre che «esotico» scientificamente parlando.

La singolare «cartolina» di questa primavera rovente arriva da Barco, la frazione incastonata nella campagna di Orzinuovi, attorno alla quale da alcuni giorni si ripetono gli avvistamenti di tre ungulati: in un caso una coppia di cicloturisti che si stavano godendo una escursione lungo le alzaie al confine col Cremonese è riuscita a riprendere e fotografare un piccolo gruppo di animali, giovani maschi e femmine, usando uno smartphone, e l’immagine a corredo di questo servizio è proprio un frame delle riprese effettuate a livello amatoriale.

«GLI INCONTRI stanno diventando abbastanza frequenti - conferma Angelo Paloschi, guardia ecologica volontaria del Parco dell’Oglio Nord a Villachiara -, anche se il daino è un animale prevalentemente notturno che di giorno preferisce starsene all’ombra». Pare che una decina di esemplari abbiano trovato casa tra Bompensiero e Villagana; altri sarebbero stati invece avvistati vicino al fiume anche ad Acqualunga e a Quinzano.

Questo è un cervide presente da molto tempo in modo puntiforme alle nostre latitudini ma non è tecnicamente una specie autoctona: era stato infatti introdotto in Italia dai Romani. E anche in questo caso si può parlare di una «introduzione»; questa volta non deliberata ma accidentale.

Lungo il corso dell’Oglio, seguendo la corrente da Orzinuovi a Quinzano, rimangono a ricordare l’ecosistema originario del bosco planiziale le Riserve regionali del bosco di Barco, del Bosco dell’Isola, dell’isola Uccellanda. Splendide aree naturalistiche nelle quali, incendi dolosi permettendo, crescono grandi alberi della pianura fluviale (aceri, carpino bianco e nero, ontano, il pioppo bianco e nero, farnie e salici). In una di queste aree verdi, nel bosco della Marisca, sulla sponda cremonese di Genivolta, a metà strada tra Barco e Villagana, un allevatore teneva alcuni capi confinati in un recinto.

«QUALCUNO ha semplicemente tagliato la rete e ha fatto scappare gli animali, che ora si stanno riproducendo e moltiplicando nei nostri boschi», informa Paloschi. Le gev del Parco dell’Oglio tengono monitorata la situazione, anche per evitare che i cervidi dal manto pomellato, spostandosi di notte, siano causa o vittime di incidenti stradali.

Riccardo Caffi
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