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domenica, 18 novembre 2018

Tesori rinchiusi in un cassetto La Pinacoteca resta un rebus

La Pinacoteca civica di Orzinuovi si trova nella Rocca

Dalle grandi raccolte archeologiche alle piccole collezioni d’arte locali, il nostro è (anche) il Paese dei tesori chiusi in cantina; dei materiali invisibili per mancanza di spazio o per la chiusura degli spazi espositivi. È anche il caso (il secondo) della galleria civica di Orzinuovi. Inaugurata nel marzo 2014 per conservare e offrire al pubblico circa 150 dipinti appartenenti al patrimonio comunale, la «Pinacoteca civica permanente» da un anno non viene aperta ai visitatori. «È chiusa per l’effetto di una pausa di riflessione», ha spiegato l’assessore alla Cultura Michele Scalvenzi rispondendo a Lorenzo Agnelli e al neo senatore Gianpietro Maffoni che dai banchi della minoranza hanno sollevato il caso. La gestione della pinacoteca era stata in primo tempo affidata a una associazione culturale di volontariato che però, non intravedendo sbocchi occupazionali per il proprio personale, aveva rinunciato all’incarico. «Nonostante i buoni risultati ottenuti grazie al laboratorio d’arte avviato in pinacoteca, neppure la nuova società riusciva a far quadrare i conti - prosegue Scalvenzi -. Serve quindi da parte del Comune un impegno economico maggiore, intorno ai 15-20 mila euro all’anno. Nel 2019 dovremmo poter capire quanto riusciremo a investire». DISTRIBUITA su due piani nelle sale della rocca San Giorgio, la Pinacoteca racconta gli ultimi secoli della vicenda artistica locale. Al piano terra, nella sala 1, domina la riproduzione dello Stendardo processionale di Orzinuovi, sperando nel ritorno a casa dell’originale realizzato da Vincenzo Foppa nel 1514 e attualmente conservato nel museo Tosio Martinengo di Brescia. Nella 2 sono esposti alcuni dipinti databili tra il Settecento e l’Ottocento, della collezione lasciata dal sacerdote orceano don Giorgio Brusa alla Fondazione onlus Guerini Frigerio. Con le postazioni informatiche delle sale 3 e 4 è possibile ammirare virtualmente le opere non trasferibili conservate nelle chiese e in municipio, e tutta la produzione artistica presente nel territorio, e il percorso al piano superiore si snoda all’interno di dieci sale nelle quali sono raccolti i dipinti arrivati al municipio dalla seconda metà del ’900 ai giorni nostri. C’è anche una questione tecnica da risolvere: uno dei principali problemi per la fruizione della pinacoteca sarebbe rappresentato dall’accesso difficoltoso condiviso con la vicina biblioteca comunale. «Abbiamo pensato di unire i due problemi per ricavarne una risorsa, dotando le sale dei libri e dei quadri di un ingresso comune, dalla rocca - anticipa Scalvenzi -. C’è già un progetto per la gestione unificata di biblioteca e pinacoteca da parte della cooperativa che ha in gestione la sala lettura, e che ha dato la sua disponibilità». •