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09.02.2019

Pro loco sfrattata L’aiuto del parroco non cambia le cose

C’è una bella differenza tra una ordinanza scritta e un dato di fatto. Lo hanno constatato a loro spese gli attivisti della Pro loco di Azzano Mella dopo lo sfratto disposto dal sindaco Angela Pizzamiglio. Da qualche ora l’associazione di promozione del territorio è a piedi: lo conferma il membro del cda Luigi Garletti, che in pochi giorni ha visto un piccolo gioiello di volontariato finire sulle secche, senza la possibilità di promuovere gli eventi lanciati finora. «È STATO più brutto di quanto immaginassimo - spiega Garletti -: abbiamo riscontrato quanto sia ormai impossibile lavorare e promuovere le iniziative organizzate in passato. Anche il progetto per il Carnevale e per i costumi di altri eventi è irrealizzabile, visto che non sappiamo dove collocare le macchine per cucire con cui le donne confezionano gli abiti». Un aiuto in extremis è arrivato dalla parrocchia, che ha offerto un salone come sede del gruppo, costretto comunque a rinunciare ai soliti eventi: «Ringraziamo di cuore don Domenico Paini - continua Garletti - per il nuovo spazio, ma qui ci possiamo solo incontrare e sarebbe impossibile insediare la nostra sede operativa, visto che ogni volta dovremmo portare le nostre strumentazioni e poi riportarle a casa. Lo stesso vale per i compleanni e le feste che organizziamo durante l’anno. Oggi è chiaro l’esito dello sfratto del sindaco: per noi è come se abbia tentato di favorire la fine della Pro loco, ma noi non molliamo». Poi l’appello: «Se ci sono imprenditori con capannoni o sedi vuote - conclude l’attivista - e con un cuore grande, questi devono sapere che grazie a loro sarebbe possibile la prosecuzione della nostra attività. Si pensi per esempio alla festa più importante, l’Autunno in cascina che si teneva nel parco centrale di Azzano: adesso per tenerlo in vita saremmo costretti a uscire dal centro, così che i commercianti non ne avrebbero alcun giovamento». Il sindaco aveva proposto come sede per le riunioni la sala civica: «È inaccettabile in termini di operatività» taglia corto la presidente Stefania Andreoletti. •

M.MA.
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