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26.09.2018

«Sarebbe bastato
un antibiotico per
salvare Nicole»

Nicole Zacco è morta ad aprile per una banale otite mal curata
Nicole Zacco è morta ad aprile per una banale otite mal curata

Il suo calvario da un ospedale all’altro si era concluso con la morte. Ma la piccola Nicole Zacco, bimba di 4 anni di Gottolengo, poteva essere salvata: sarebbe bastato un antibiotico, secondo la consulenza del professor Francesco Ventura e della dottoressa Antonella Palmieri, chiamati dalla Procura di Brescia a ricostruire dal punto di vista medico la vicenda della bambina morta nell’aprile scorso per un ascesso cerebellare sviluppatosi da un’otite.

TUTTI I MEDICI che hanno preso in carico la piccola paziente, 15 complessivamente, sono stati indagati per omicidio colposo dalla Procura di Brescia. Dalla pediatra di famiglia ai medici dell’ospedale di Manerbio, della clinica Poliambulanza e del Civile. I periti della Procura, nelle 54 pagine di relazione, hanno attribuito un peso determinante nella vicenda alla condotta della pediatra della bambina, definita «superficiale e poco accorta». La dottoressa «ha abbattuto pesantemente le probabilità di sopravvivenza della bambina», si legge nelle conclusioni della perizia. Secondo i consulenti della Procura, la pediatra «avrebbe dovuto impostare una antibioticoterapia che avrebbe implicato un repentino abbattimento della carica batterica e una ripresa clinica». I consulenti hanno analizzato anche l’operato dei tre ospedali cui si è rivolta la famiglia di Nicole. A partire dall’ospedale di Manerbio, dove l’èquipe medica si è limitata «ad una valutazione obiettiva approssimativa e superficiale», si legge nella relazione agli atti dell’inchiesta.

INVECE ERA «NECESSARIO e assolutamente categorico impostare una immediata terapia antibiotica per via orale» anche se - viene aggiunto - l’inadeguata e negligente condotta medico professionale non è sufficiente a supportare un nesso causale con il decesso della piccola Nicole». Contestazioni anche per i medici della Clinica Poliambulanza di Brescia: secondo i consulenti della Procura «risulta non corretta la decisione dei sanitari di non effettuare un approfondimento diagnostico e l’omissione di impostare una terapia antibiotica configura una condotta inadeguata anche se tuttavia si può affermare che l’eventuale somministrazione non avrebbe evitato il decesso della paziente».

L’ULTIMA TAPPA del calvario della piccola Nicole si è consumata agli Spedali Civili, dove la bambina è stata sottoposta ad un intervento chirurgico per la rimozione di un ascesso celebrale ed è poi morta. «L’intervento è stato eseguito secondo le buone pratiche perciò - conclude la consulenza disposta dalla procura - non si ritiene che sussistano colpe derivanti da imprudenza imperizia o negligenza a carico dei medici del Civile di Brescia».

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