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15.09.2018

Legambiente svela i piani per bloccare la nuova montagna di rifiuti che incombe su un territorio già «stressato» da cave e discariche. Se autorizzata, la richiesta di ampliamento del bacino di smaltimento di inerti in località Cascina Rinascente consentirà di seppellire a Travagliato altri 680 mila metri cubi di scarti e scorie. PER AFFOSSARE il progetto gli ambientalisti puntano sull’indice di pressione varato dalla Regione «che vieta ampliamenti e nuove discariche se nel raggio di 5 chilometri dal sito al centro della richiesta autorizzativa si è superato un certo carico di rifiuti - spiega Silvio Parzanini, presidente del Circolo Legambiente Franciacorta -. Abbiamo verificato la situazione e, utilizzando i dati ufficiali della Provincia, che sono già serviti ad escludere da ogni ulteriore conferimento di rifiuti a Castegnato e Paderno, si evidenzia che le scorie smaltite attorno all’area Bettoni sono già oltre 8 milioni di metri cubi, quando il limite è di 5 milioni. E tutto questo senza tener conto che nel suo conteggio la Provincia non ha “censito” tra l’altro moltissime discariche inserite all’interno del perimetro stabilito dal fattore di pressione». Bettoni prevede di realizzare un nuovo bacino di smaltimento rifiuti scavando un sito agricolo di ventimila metri quadrati, esterno al perimetro dell’area della discarica attuale. «A nostro parere - sottolinea Luciano Scalvini di Legambiente - la richiesta non deve neppure essere presa in considerazione e va immediatamente rigettata, senza avviare alcuna procedura. Il fattore di pressione non può essere applicato con due pesi e due misure». La variante richiesta per la discarica di Travagliato, 140 mila metri quadrati già autorizzati ed inseriti nell’Ate15, prevede un ampliamento dell’area già escavata di 20 mila metri che fa da cuscinetto tra la discarica e la zona industriale, più 20 mila metri di area agricola dove saranno asportati sabbia e ghiaia per fare spazio ai rifiuti. Tutto questo significa un aumento notevole del conferimento dei rifiuti: 680 mila metri cubi in più rispetto ai 1.925.000 già autorizzati. «Questo territorio ha già dato - sottolinea Fausto Micheletti di Legambiente -. I limiti consentiti dall’indice di pressione sono ampiamente superati. Stiamo parlando di oltre 8 milioni di metri cubi, quando non si dovrebbero superare i 5. La quantità di rifiuti per chilometro quadrato è di oltre 103.000 metri cubi. E non va dimenticata la richiesta di triplicamento dell’eluato presentata dalla ditta». Legambiente vuole «soffocare subito il progetto - spiega Parzanini -. Chiediamo che l’operazione sia bloccata dal Comune che in questo modo dimostrerebbe coerenza. Non comprendiamo perché, dopo essersi mobilitato contro la Macogna, ora non tuteli il suo territorio. Invitiamo la Provincia a fare i conti e confermare la situazione di improcedibilità, e infine la Regione, che ha varato l’indice di pressione, a vigilare affinché il vincolo sia rispettato». «Il Comune è responsabile anche della salute dei cittadini - sottolinea Paola Nicolini di Legambiente -, e dovrebbe farsi carico del problema. Ci sembra invece che, su questo tema, sia piuttosto “tiepido”». IL TIMORE paventato da Legambiente è che un certo tipo di accordo sia già stato raggiunto. Originariamente si ventilava di un benefit proposto all’Amministrazione comunale con la concessione in comodato gratuito fino al 2025, data di scadenza della convenzione della discarica, del parco degli Aironi che in futuro, una volta coperto, dovrebbe diventare un’oasi naturalistica di 330 mila metri quadri. Ma l’offerta non sembra avere grande appeal sul sindaco di Travagliato: «Lo specchio d’acqua riveste un enorme interesse sotto il profilo ambientale - spiega Renato Pasinetti -, ma al momento non siamo interessati a gestirlo. È comunque prematuro parlare adesso della questione, visto che non sappiamo ancora se ci sono i requisiti per poter concedere l’ampliamento della discarica». •

Cinzia Reboni
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