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lunedì, 23 ottobre 2017

Derubano la moglie
del maresciallo:
presi con whatsapp

Non ha saputo resistere a una «tentazione» tutta femminile ed ha conservato il campione di profumo trovato nella borsetta saccheggiata su un suv di una mamma che stava accompagnando all’asilo il figlio. Quel piccolo flacone di essenza «Verset» è stata fatale alla ladra entrata in azione con il compagno l’altra mattina davanti alla materna Marzotto di Manerbio. La coppia è stata arrestata dopo una «caccia» attraverso il gruppo whatsapp dei comandanti delle stazioni dei carabinieri della Bassa. Già, perchè la derubata era la moglie del maresciallo di Manerbio Daniele Trevisani che - dopo aver trovato i vetri dei finestrini della sua Ford Kuga infranti - ha immortalato con lo smartphone l’auto dei ladri che si allontanava, trasmettendo l’immagine al marito. La foto è rimbalzata sulla app di tutti i carabinieri del gruppo, il resto lo ha fatto lo sguardo allenato del maresciallo aiutante Francesco Laurino, comandante della stazione di Leno, che fuori servizio stava percorrendo al volante della sua Audi la provinciale 668 Lenese. All’altezza di Faverzano, gettando lo sguardo nello specchietto retrovisore, ha individuato la Chrysler Cruiser «sospetta». Il sottoufficiale ha inviato un whatsapp al comandante della stazione di Orzinuovi, maresciallo Luca Tacconi, che era in pattuglia con l’appuntato Fabio Muratore, segnalando la posizione e la direzione dell’auto bloccata alla rotonda di Coniolo. Alla guida c’era un 39enne sardo, al suo fianco una croata di 32 anni residente a Rovigo che nascondeva in tasca i 300 euro e, appunto, il profumo custoditi nella borsa della vittima del furto, recuperata insieme a documenti e carte di credito in un fosso in località cascina Breda, grazie alle indicazioni fornite dal ladro. Dai controlli è emerso che la coppia era specializzata in furti e alias: quaranta i nomi falsi «spesi» da lei, 15 quelli usati da lui. Ieri il giudice ha convalidato l’arresto disponendo per la 32enne i domiciliari e per il suo compagno l’obbligo di firma. C.R.PR.