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mercoledì, 21 novembre 2018

Stalking all’ex fidanzato sfregiato con l’acido: confermata la condanna

William Pezzulo: «Condanna giusta, ma io l’ho perdonata da tempo»

La Corte di Cassazione ha condannato definitivamente ad un anno e sei mesi per stalking Elena Perotti, la 30enne che sta scontando una condanna ad otto anni per aver sfregiato nel 2012 con l’acido il suo ex fidanzato William Pezzulo di Travagliato, «punito» per averla lasciata mentre lei aspettava un bambino. Proprio l’ex fidanzato è stato a lungo anche vittima di atti persecutori da parte di Elena Perotti, estremamente gelosa è ritenuta responsabili di numerosi episodi di stalking ai danni di William Pezzulo e dei suoi familiari. LA 30ENNE, MADRE di due figli, sta scontando ai domiciliari la prima condanna perché in cura per una forma tumorale. «Sono soddisfatto per la condanna anche se ho perdonato da tempo Elena», è stato il commento di William Pezzullo, oggi invalido al cento per cento e incollocabile lavorativamente. Elena Perotti è stata anche condannata a risarcire la sua vittima. «Ma da quella sera maledetta in cui sono stato sfregiato con l’acido non ho mai visto un solo euro di risarcimento», rivela William Pezzulo che ha dovuto sottoporsi a oltre 30 interventi chirurgici. L’incredibile situazione dell’ex barman che nonostante le sentenze di condanna dei suoi aggressori non ha incassato alcun risarcimento ed è costretto a vivere con il supporto dei familiari, è finito più volte al centro del dibattito sulla giustizia...ingiusta e sulla mancanza di un fondo che tuteli le vittime di reati violenti. DOPO UN PERIODO di detenzione ai domiciliari in una comunità in cui ha conosciuto il marito e padre del secondogenito, Elena Perotti ha trascorso un breve periodo in carcere. E nel frattempo il tribunale dei minori di Brescia aveva dichiarato l’adottabilità dei due figli, di fatto sottraendoli alla sua potestà. Poi dopo la diagnosi della malattia, alla 30enne sono stati concessi i domiciliari. Elena Perotti ha proseguito la battaglia per riavere i figli. Ora la sentenza della Cassazione rende definitiva la seconda condanna a un anno e sei mesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA