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14.09.2017

«Veleni» delle
ecomafie, il
caso si sgonfia

 Sandro Raimondi: pm di Brescia Il deputato Pd  Miriam Cominelli
Sandro Raimondi: pm di Brescia Il deputato Pd Miriam Cominelli

Si «sgonfia» il caso Nunzio Perrella, l’ex collaboratore di giustizia protagonista di uno stillicidio di clamorose rivelazioni sul presunto legame fra la criminalità organizzata e il Bresciano nel traffico di rifiuti pericolosi. Perrella si era offerto di portare gli inquirenti nelle zone della Fascia d’Oro e dell’hinterland dove sarebbero stati smaltiti i «veleni» provenienti dal Sud. Nelle viscere di Montichiari, Ospitaletto, Castegnato e Rovato, secondo l’ex affiliato alla camorra sarebbero state le scorie pericolose gestite dall’organizzazione criminale campana. Le dichiarazioni a mezza voce dell’ex collaboratore di giustizia hanno alimentato per mesi polemiche, scontri politici, interrogazioni parlamentari e presunti scoop giornalistici. Una tempesta sul nulla.

«L’INFONDATEZZA delle dichiarazioni di Perrella emerge chiaramente dall’audizione in Commissione bicamerale Ecomafie del procuratore aggiunto Sandro Raimondi», afferma Miriam Cominelli membro bresciano della Commissione che si occupa dei reati ambientali della criminalità organizzata. Il sostituto procuratore incaricato di verificare l’attendibilità di Perrella, «ha chiesto la desecretazione degli atti a conclusione delle indagini e tutti gli allarmi lanciati sul territorio bresciato sono risultati falsi - sottolinea Miriam Cominelli -. La vicenda serva da esempio per capire come sia necessario concentrare l’impegno su problemi reali e non su sensazionalismi. Altro mito sfatato dall'audizione - prosegue la deputata del Partito Democratico che in tempi non sospetti aveva invitato tutti a valutare con prudenza le dichiarazioni di Perrella -, è il fatto che l’inversione del traffico illecito rifiuti che ora va da sud a nord sia colpa dello Sblocca Italia. Raimondi ha affermato che l’inversione è stata rilevata ben prima della sua promulgazione. Inoltre, aggiungo io, che se correttamente applicato, ad esempio nel caso del traffico di ecoballe verso Brescia, avrebbe portato i rifiuti ad essere correttamente trattati e non inceneriti».

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