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17.02.2019

Velodromo e misure di sicurezza Avviso di garanzia al sindaco

Il velodromo di Montichiari è sotto sequestro dal 16 luglio del 2018
Il velodromo di Montichiari è sotto sequestro dal 16 luglio del 2018

Valerio Morabito C’è un primo iscritto nel registro degli indagati nella vicenda del mancato rinnovo delle certificazioni anticendio che in estate hanno portato al sequestro del velodromo di Montichiari. Si tratta del sindaco di Montichiari Mario Fraccaro che ha ricevuto un avviso di garanzia. L’inchiesta della procura è giunta alla fase conclusiva ed ha fatto luce sulle vicende burocratico-amministrative che hanno fatto scattare i sigilli all’impianto sportivo il 16 luglio. L’iscrizione nel registro degli indagati del primo cittadino di Montichiari è un atto dovuto per completare gli accertamenti. La procura vuole appurare eventuali responsabilità del sindaco Fraccaro, in veste di responsabile degli atti amministrativi del Comune, nelle autorizzazioni concesse a una serie di manifestazioni, nonostante il velodromo non avesse tutte le carte in regola dal punto di vista della sicurezza e della prevenzione. Dietro i sigilli fatti scattare dalla magistratura insomma non c’era soltanto la questione della mancanza del certificato anticendio. Dalle indagini condotte sulla scorta dei verbali di sopralluogo di carabinieri e Vigili del fuoco e della documentazione acquisita in municipio, starebbero emergendo nuove fragilità nelle misure di sicurezza strutturali del velodromo di Montichiari. LE INFILTRAZIONI d’acqua dal tetto che hanno macerato la pista e messo fuori uso l’impianto elettrico anticendio e il mancato rinnovo della certificazione di sicurezza sembrano insomma la punta di un iceberg di una situazione molto delicata sotto il profilo strutturale e giudiziario. A prescindere dall’epilogo dell’inchiesta prosegue la mobilitazione di Comune, Regione e istituzioni sportive per mettere in sicurezza la struttura. Dopo i teli sistemati per non rovinare ulteriormente la veloce pista dell'impianto sportivo, si è tenuto un sopralluogo congiunto dei tecnici dei diversi enti al velodromo, mentre è stata approvata con delibera di Giunta una convenzione con il Coni, in modo che il Comitato possa occuparsi della progettazione. Per poter accelerare i tempi il più possibile, la convenzione prevede che vengano utilizzate le risorse stanziate a luglio (120 mila euro) per poter procedere alla progettazione. Tra l'altro il Coni ha deliberato un contributo di 1,8 milioni di euro per intervenire in modo radicale sull’impianto sportivo. LA REGIONE Lombardia ha già assicurato la partecipazione al 50% dei soldi necessari per il restyling del velodromo, assumendo in contemporanea la cabina di regia nel rifacimento della copertura. Infine vale la pena ricordare che l'Hotel Garda, la Federazione ciclistica italiana ed i privati che fino a poco tempo fa gestivano il velodromo hanno fatto causa al Comune chiedendo i danni per la mancata manutenzione della struttura che ha spinto la procura a mettere sotto sequestro la struttura sportiva e dunque sono saltate gare internazioni e allenamenti già in programma che hanno provocato un danno economico e di immagine ai vari enti coinvolti. •

Valerio Morabito
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