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03.12.2015

«112», la Regione
studia i disagi
di Brescia

La commissione regionale in visita alla centrale operativa del 112
La commissione regionale in visita alla centrale operativa del 112

Prima avvertenza, distinguere. Il 112 è il nuovo numero unico lombardo per le emergenze, primo livello, che poi smista al secondo livello, sanità, carabinieri, polizia, vigili del fuoco. Diretto a Brescia da Claudio Mare, è competente per la Leonessa, per Sondrio, Mantova, Cremona, Lodi, Pavia. Il 118 sanitario è uno dei numeri a cui vengono dirottate le chiamate in caso di un grave problema di salute. Ha sede a Bergamo, competente per la città orobica, per Brescia e Sondrio. Le lamentele dei bresciani sul servizio delle ambulanze e dell’elisoccorso, riportate anche da Bresciaoggi, uniche in tutta la regione è stato detto, sono state, ma non solo, alla base di una visita ieri della commissione competente del Pirellone a Bergamo e nella nostra città.

Presieduta da Fabio Rizzi, alla commissione hanno partecipato ieri, con altri, i bresciani Gianantonio Girelli (Pd), Fabio Rolfi e Donatella Martinazzoli (Lega), Michele Busi (Civica Ambrosoli), Fabio Fanetti (Civica Maroni) e sono stati ricevuti, nella sede di Areu in via Spalti San Marco, oltre che da Mare, dalla responsabile regionale del Nue Bettina Bassotto. Prima in Italia, la Lombardia ha attuato l’organizzazione europea di un numero unico, il 112, per ogni urgenza, pur lasciando attivi 113, 115, 118, che confluiscono però alla medesima centrale operativa. Ora sta partendo il Lazio, con la collaborazione di quattro addetti al sistema bresciano. In Lombardia sono tre i Nue, quello del capoluogo milanese, il bresciano, e quello di Varese, con Como, Monza Brianza, Lecco e Bergamo (dove però ha centro il 118 anche per Brescia). I dati del Nue bresciano sono tutti a norma, secondo quanto riferito da Mare. Ogni giorno arrivano al 112 dalle 4300 alle 4500 telefonate, delle quali ben il 63 per cento vengono cassate come inidonee. Molti telefonano solo per sentire una voce, molti sbagliano con i cellulari; ci sono poi i seriali affezionati.

IERI NOTTE sono pervenute 350 chiamate inutili dalla stessa persona. Di giorno gli operatori sono dodici, di notte sei. Il tempo di risposta in questa settimana è stato di tre secondi, pochissime sono le chiamate perse, il tempo di gestione della chiamata va dai 15 secondi per le respinte ai 45 per le accettate. I più ricercati sono i carabinieri, 41 per cento, segue l’emergenza sanitaria, 40 per cento, poi vengono polizia, 14 per cento, e vigili del fuoco, 5 per cento. Che cosa ha causato i disagi segnalati alle redazioni e la percezione negativa della cittadinanza bresciana rispetto al 118, il secondo livello?

Secondo Mare, è perlomeno fonte di dubbio il fatto che solo a Brescia ci si lamenti: «Si potrebbe pensare a una regia? A qualcuno che ha degli interessi?» si domanda. Girelli del Pd, costatato nella visita bergamasca, che «il tutto sta migliorando» e che sono state fornite assicurazioni sui parametri rispettati, invita ad una approfondita informazione degli utenti, sia per far comprendere il meccanismo che per dare maggiore fiducia. Dello stesso parere è Fabio Rolfi: «Comunicare il più possibile, con incontri e assemblee per sfatare il percepito negativo». Per il presidente Rizzi occorre capire se la segnalazione di una decina di disguidi da parte della stampa locale sia fisiologica o no. Non esistono proteste all’Urp, che implicano procedure complesse, però i dati sono forniti da un osservatorio nazionale che fa riferimento alle classifiche comunitarie e, a detta del presidente, potrebbero portare rassicurazioni ai bresciani.

Magda Biglia
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