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07.07.2016

143 milioni di
click per i
Floating Piers

Cento volte più numerosi dei bresciani. Due volte più degli italiani. Un cinquantesimo degli abitanti della terra. Gli esseri umani raggiunti da The Floating Piers attraverso i social network sono stati 143 milioni. Un numero incredibile, sconvolgente, pazzesco. Assurdo, se si pensa che questo poderoso afflusso di click è stato generato da una passerella galleggiante, aperta solo per 15 giorni e per giunta sulla superficie di uno dei laghi tradizionalmente più snobbati d’Italia. Eppure è una cifra reale.

DUE NUMERI extra giusto per inquadrare la questione. Tre mesi fa uno studio di settore ha svelato i dati sull’affluenza dei principali musei mondiali alla fine del 2015. In testa c’era il Louvre con 8,6 milioni di visitatori in 12 mesi, secondo il British a 6,8, terzo il MoMa di New York a 6,5. Il nostro museo più visitato? I Musei Vaticani (6 milioni netti), che ad essere precisi non sorgono nemmeno su suolo italiano. Robetta, rispetto al traffico virtuale - ma in proporzione anche a quello reale - dell’installazione di Christo.

LO STUDIO che permette di definire i contorni del successo online dei Piers è di due bresciani. Christian Forgione e Maurizio Cadeo, ideatori del sito tuttisulponte.it, con la collaborazione di NovityLab e Staff Digitale, hanno diffuso ieri l’infografica di chiusura del progetto. Il lasso di tempo considerato è quello compreso tra il 5 giugno - due settimane prima dell’inaugurazione - e il 4 luglio - il giorno dello smantellamento -. Nell’orbita dello studio sono entrati quattro network: Facebook, Twitter, Instagram e Tumblr. Ovvero un social generico, uno per i testi brevi, uno per le fotografie e uno per il blogging. La natura dell’installazione ha premiato Instagram, che ha coinvolto 70.479 persone nella creazione dei contenuti. Secondo posto per Twitter con 22.268 cinguettii originali. Quindi Tumblr, con 3.732 interventi. Infine, a grande sorpresa, i 2.644 di Facebook.

SE LA CREAZIONE ha coinvolto un totale 99.123 persone, la condivisione ha moltiplicato l’interesse e raggiunto luoghi remoti. Specie su Twitter. Il paese più cinguettante è l’Italia, che domina dall’alto del suo 79,29% fra tweet, retweet e preferiti. Al secondo posto gli Stati Uniti (4,85), che l’hanno sputnata dopo un durissimo testa a testa con la Germania (4,56). Quindi Regno Unito (2,39), Svizzera (1,48) e Francia (0,99). Ma è stupefacente il settimo posto delle Bahamas (0,66), che hanno chiuso davanti alla Spagna e alla Bulgaria, la patria di Christo.

STUPISCE la classifica delle città più attive su Twitter. Brescia è quarta (3,81%), dietro a Bergamo (4,72), Roma (5,71) e Milano (37,84). Tra Londra (3,74) e Berlino (2,1) c’è Iseo (2,28), orgoglio bresciano assoluto. Curiosa anche la distribuzione delle fasce orarie. Le due maggiore con maggiore interazione andavan dalle 10 alle 15 e dalle 22 alle 23. Pochissimi contenuti la notte, certamente in seguito alla decisione del prefetto di mantenere chiusa la passerella. Molti (circa il 4,5%) la sera.

MA IL TEMA del futuro - per certi versi già del presente - sarà la valorizzazione del territorio. Ecco quindi il posizionamento dei tag riferiti al lago e al suo territorio su tutti i social. La dicitura #iseo ha raggiunto 18,5 milioni di persone. Al secondo posto il tag #lagodiseo con 10,7 milioni. Quindi #lakeiseo a 7,3 (con la variante #iseolake a 1,5) e #sulzano a 2,5. Ma c’è gloria anche per #montisola, il cui nome è finito sulle bacheche e sugli smartphone di 1,3 milioni di persone. Da fare invidia al Louvre.

Alberto Armanini
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