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07.10.2017

A Buffalora è tornata la puzza
E il Comune dà l’ultimatum

Uno scorcio della Chiesa e di alcune abitazioni di Buffalora
Uno scorcio della Chiesa e di alcune abitazioni di Buffalora

Buffalora torna a fare i conti con l’incubo degli odori molesti. Giovedì mattina gli abitanti del quartiere ad Est della città si sono svegliati di nuovo con un terribile odore. Due bambini di una stessa famiglia, mentre facevano colazione, hanno avuto conati di vomito dovuti ai tremendi miasmi.

È un problema che i residenti avvertono da anni. Prima si era verificato per l’attività della Systema Ambiente, poi dell’ex bitumificio di Gaburri, successivamente passato in gestione a Panni srl. Ora la convinzione è che l’odore sia dovuto allo spandimento di gessi da defecazione, fanghi lavorati ritenuti tra l’altro tra le possibili cause, nell’autunno scorso, anche dei malori di quindici bambini e due maestre della scuola elementare di Vighizzolo.

A RENDERE NOTO l’ennesimo episodio è il Codisa, Comitato difesa salute e ambiente, che parla di «grave disagio» da più di un anno segnalato a Comune, Arpa, Guardie ecologiche volontarie.

Il Comune ha convocato per il 12 ottobre un incontro alla presenza di Provincia, Arpa e Ats per prendere in esame il problema. «Stiamo presidiandolo da anni ma a questo punto, dal momento che le cose non migliorano, chiederemo formalmente ad Arpa e Ats che ci diano indicazioni circa la correlazione tra gli odori e la non conformità dello spandimento dei reflui in modo da poter intervenire», valuta l’assessore all’Ambiente della Loggia Gian Luigi Fondra secondo cui sul modello di quanto fatto per la Systema Ambiente e la Innse Cilindri per risolvere il problema è necessario individuare le responsabilità. «Apriremo formalmente un tavolo tecnico a cui invitare Codisa e Consiglio di quartiere e convocheremo i comuni contermini - rileva l’assessore -. Sarà un luogo di verifica costante delle segnalazioni. Stavolta daremo un ultimatum anche agli enti. Serve la massima collaborazione di tutti, senza scappatoie».

Il Codisa dal canto suo manifesta apprezzamento per l’interessamento che tutti gli enti hanno dimostrato e condivide la necessità di «coinvolgere anche i comuni confinanti di Rezzato, Castenedolo e Borgosatollo perché gli spandimenti effettuati sui loro campi limitrofi emanano comunque puzza sul quartiere». Quartiere - si legge nella nota del Comitato -«stanco dei continui attacchi al suo benessere e alla sua salute e che non ha più intenzione di tollerare altro».

L’AUSPICIO è che il tavolo si concluda con una risoluzione che vieti lo spandimento di gessi e fanghi sul suolo comunale. «Riteniamo sia necessario verificare che le procedure di inertizzazione siano corrette. Condividiamo a pieno l’idea dell’Amministrazione l’idea di aprire un tavolo tecnico perché è l’unico strumento che fino ad ora ha funzionato in situazioni simili», spiega la presidente del Comitato Angela Paparazzo che garantisce un presidio costante fino a che anche questo capitolo della vicenda sarà risolto.

Natalia Danesi
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