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08.11.2017

A2A - Loggia:
svolta ancora
più «green»

Il Comune pone nuove sfide, A2A le accetta senza batter ciglio. Con il sindaco Emilio Del Bono da una parte, il presidente della Multiutility Giovanni Valotti e l’ad Valerio Camerano dall’altra, ieri pomeriggio nella Sala Giudici della Loggia è andato in scena un esempio di sintonia pressochè assoluta tra azionista e azienda. Occasione, la presentazione del terzo Bilancio di sostenibilità da parte dei vertici di via Lamarmora. E quasi non serve dire che la sintonia attiene alle responsabilità economiche, sociali e ambientali che A2A si assume nei confronti del territorio bresciano.

LA STRADA è tracciata ormai dal 2015, confermata dal Piano strategico 2017-21, ma il sindaco assume il ruolo del giocatore che rilancia su tutti i fronti, dal teleriscaldamento al solare, dall’abbattimento delle emissioni all’efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati, alla depurazione delle acque. “È necessario convincere il territorio che si va nella direzione giusta – dice -, e si può convincere solo con politiche concrete che incidono sulla qualità della vita. Valotti e Camerano non si sottraggono, e rispondono con i fatti. Nel dettaglio Del Bono propone di fare di Brescia la prima città italiana per teleraffrescamento, e di sviluppare su altre acciaierie l’esperienza di abbattimento delle emissioni e recupero del calore appena compiuta con Ori Martin.

Di sperimentare il solare, di perseguire l’abbattimento delle emissioni anche nelle caldaie di Lamarmora e nel termoutilizzatore, di cogliere l’occasione dei grandi investimenti necessari sulla vulnerabilità sismica per ridurre il consumo di energia negli edifici e nelle scuole, di andare avanti con il depuratore della Valtrompia a Concesio per risanare il Mella. Ma su quest’ultimo punto incassa la buona notizia che il depuratore a servizio di 85 mila abitanti equivalenti della Valtrompia (ampliabili a 130 mila) ha già ottenuto parere favorevole Via. Con le aree già acquisite i lavori partiranno l’anno prossimo, e grazie alla tecnologia a “membrana” avrà elevata resa depurativa. Sarà un impianto da 45.500 metri quadrati, coperti al 62 per cento per prevenire odori e rumori. Nel segno dell’economia circolare - e per sfatare una volta per tutte la leggenda che vuole i rifiuti differenziati inceneriti in via Codignole -, elenca l’impianto per il trattamento del vetro già in funzione, l’autorizzazione per l’impianto di recupero della plastica, le quattro acquisizioni per il trattamento della carta e gli altrettanti progetti per l’organico, più altri due per la produzione di biometano, uno dei quali a Bedizzole per rifornire i bus di Brescia Trasporti.

«La Società ha definito gli investimenti, identificato la tecnologia e porta progetti per ora soggetti solo alla componente autorizzativa», precisa. Per il depuratore di Verziano, Camerano mette sul tavolo uno studio di fattibilità per la produzione di 30 GWh annui di energia termica da immettere nella rete di teleriscaldamento. Definisce l’accordo con Ori Martin «potenzialmente espandibile fino a 5 acciaierie per produrre circa 100 GWh annui a impatto zero». A Lamarmora c’è stato un investimento da 80 milioni per l’impianto di trattamento fumi, desulfuratore, de-nox. Sul termoutilizzatore l’investimento è stato di 250 milioni in ultimi 10 anni, e «siamo super significativamente sotto le soglie di emissione di legge, soprattutto con l’impianto di via Codignole che resta un pilastro fondamentale per dare alla città, insieme alle centrali di Lamarmora, il 40 per cento del fabbisogno di energia termica che dà oggi». Sul solare termico è stata individuata un’area di 3.800 metri quadrati sempre in zona Lamarmora che dovrebbe dare altri 8 GWh. E poi l’impegno di installare 35 mila contatori intelligenti anche per l’acqua, capaci di telelettura e telegestione, dopo quelli elettrici e del gas. «Sono obiettivi del Piano industriale – sottolinea l’Ad -, se l’Amministrazione ce ne pone altri li inseriremo». Sintonia totale, insomma. Anche in tema rifiuti Del Bono rivendica il “coraggio” della scelta del misto, che ha già tolto Brescia dalla scomoda posizione di maglia nera lombarda nella differenziazione. «L’obiettivo per il 2018 era il 50% – dice -, siamo già al 61 e l’anno prossimo raggiungeremo il 65, che era la meta finale»

Mimmo Varone
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