CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

07.11.2017

Alcolisti, la nuova
vita riparte
da Brescia

Da sinistra Giuseppe Gatti, Felice Scalvini, Cesare de Stanchina e Giovanni Monesi
Da sinistra Giuseppe Gatti, Felice Scalvini, Cesare de Stanchina e Giovanni Monesi

«In Italia sono più di 8 milioni le persone ritenute a rischio grave di danno personale e sociale per il loro bere (relazione 2017 del ministero della salute)». Lo riferisce Cesare de Stanchina, coordinatore della Rete dei Club degli alcolisti in trattamento della Lombardia orientale, all’interno della quale sono presenti una ventina di club bresciani sparsi per tutta la provincia.

Il dato fornito aiuta a definire le dimensioni del tema e a comprenderne la portata e quindi le conseguenze sociali sulla vita delle persone e sulle comunità in cui esse vivono. Una certa resistenza culturale, la fatica di apportare un cambiamento alle proprie abitudini e la presenza innegabile di interessi economici completano il quadro di un tema che sarà al centro delle discussioni durante il convegno nazionale ed interclub nazionale dei Club degli alcolisti in trattamento che si terrà sabato 11 e domenica 12 novembre nella nostra città. Intitolato «Il club, la famiglia, la comunità: un presente differente per un futuro migliore», l’incontro avrà tra gli obiettivi l’approfondimento di programmi ed interventi da proporre sui territori a partire da dati raccolti dagli stessi Club, capaci di riunire ciascuno almeno una decina di famiglie coinvolte da problemi connessi ai disturbi alcolcorrelati.

Tra le difficoltà riscontrate anche a livello locale vi è infatti l’incapacità di tramutare in azione concreta quello che burocraticamente appare già scritto. «Nel dicembre 2016 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra i servizi per le dipendenze dell’Asst Spedali Civili di Brescia, Asst Garda, Asst Franciacorta, servizi multidisciplinari integrati e associazioni per l’invio e la gestione congiunta dei pazienti con disturbo da uso di alcol e patologie alcolcorrelate e loro familiari, ma ad oggi questo accordo non ha portato a nulla» spiega Giovanni Monesi, presidente de «La magnolia è fiorita», associazione di promozione sociale che lavora a stretto contatto con i Club. Non solo dunque le problematiche derivanti dall’uso di alcol, tra cui l’alterazione delle relazioni sociali pare essere la principale e più evidente conseguenza, saranno le tematiche proposte durante la due giorni di confronto. Spinti da una filosofia che è applicazione concreta dell’approccio ecologico-sociale proposto già a partire dal 1964 in Yugoslavia da Vladimir Hudolin, i Club riuniscono famiglie che si fanno risorsa per se stesse e per la comunità.

IL COMUNE di Brescia sostiene quindi con convinzione l’iniziativa, che rappresenta l’espressione tangibile di un approccio che, come evidenzia l’assessore alle politiche per la famiglia, la persona e la sanità Felice Scalvini, fa leva sulle capacità dignitose dei cittadini di trovar soluzione ai propri problemi. Il convegno, promosso dal Coordinamento nazionale dei Club degli alcolisti in trattamento, coordinamento dei Club della Lombardia orientale, associazione dei Club di Milano, Scuola di perfezionamento in alcologia e «La magnolia è fiorita», inizierà sabato alle 8,30 all’Auditorium Capretti e si concluderà domenica nel Salone Vanvitelliano di Palazzo Loggia.

Federica Pizzuto
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento richiede l’utilizzo di un “cookie di dominio” secondo quanto indicato nella Privacy Policy del sito; l’invio del commento costituisce pertanto consenso informato allo scarico del cookie sul terminale utilizzato.

pagine 1 di 1