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08.11.2018

«Allarme terremoto»:
la città si prepara
alla simulazione

La presentazione in Loggia della  simulazione per testare la reazione della città in caso di sisma
La presentazione in Loggia della simulazione per testare la reazione della città in caso di sisma

Se domenica, nel fare la vostra passeggiata mattutina, vi imbatterete in volontari con la pettorina giallo fosforescente e la ricetrasmittente alla mano, non preoccupatevi: non c’è nessuna emergenza in atto. Anzi, quelle persone stanno proprio lavorando per proteggerci dalle emergenze, perché tutto fili liscio nel caso – ci si augura remoto – di un allarme sismico.

NELLE DIVERSE zone della città questa domenica alle 9.30 in punto è prevista un’esercitazione di emergenza sismica, che coinvolgerà una novantina di «segnalatori qualificati» e 50 radioamatori che li affiancheranno. I segnalatori qualificati sono cittadini volontari che hanno intrapreso un percorso di formazione per intervenire in caso di terremoto: il loro compito è quello di rilevare nel proprio quartiere di competenza e trasmettere in tempi rapidi alla centrale operativa comunale informazioni sulla situazione generale della zona e in particolare sullo stato e l’agibilità delle aree di ricovero per la popolazione (che sono 66 in città, rappresentate prevalentemente dai parchi pubblici, identificabili per tutti dagli appositi cartelli della Protezione civile a sfondo rosso, con la dizione «area di ricovero»). I volontari devono anche verificare lo stato delle strade e la percorribilità da parte dei mezzi di soccorso, comunicando in tempo reale con l’unità di crisi. Sono dotati di ricetrasmittenti via radio per trasmettere informazioni anche in caso di black out e danni alla rete. L’esercitazione di domenica sarà l’occasione per testare la tenuta del sistema così organizzato in caso di emergenza terremoto, consentendo ai volontari di cimentarsi nei controlli e rodare l a comunicazione immediata con la sala di controllo del Comune. «Il nuovo Piano di protezione civile, approvato nel novembre dello scorso anno, prevede il coinvolgimento attivo dei bresciani: i segnalatori qualificati sono un vero «avamposto locale» della macchina dei soccorsi, perché consentono di avere informazioni in tempi rapidi, aspetto fondamentale in emergenza», sottolinea l’assessore alla Protezione Civile Valter Muchetti. Ai 140 segnalatori qualificati se ne sono già aggiunti altri 20, a riprova della bontà del progetto «made in Brescia», frutto della collaborazione con i Consigli di Quartiere, che sta diventando un esempio per altre città ed è stato valutato come «buona pratica» dal Dipartimento nazionale di Protezione civile, ricorda Elsa Boemi, responsabile del servizio Protezione civile del Comune, affiancata da Enrico Mazzucchi, presidente dell’associazione Radioamatori italiani - sezione di Brescia. Di recente il Comune ha ottenuto l’autorizzazione ad acquistare una frequenza radio esclusiva, che avrà un raggio di 30 km e potrà essere valorizzata anche nella sinergia con i Comuni dell’hinterland in situazioni di emergenza. L’idea è quella di una Protezione civile «partecipata», cui si può contribuire dedicando parte del proprio tempo al volontariato nei gruppi di protezione civile, o mettendosi a disposizione come segnalatori qualificati, o semplicemente come cittadini informati che conoscono le buone pratiche di autoprotezione da mettere in atto in caso di necessità: sul fronte della sensibilizzazione partiranno a fine mese incontri mirati per gli anziani, che si affiancano alla proposta formativa realizzata dal Comune nelle scuole e nelle sale civiche. Dal sito del Comune è scaricabile una «Guida all’autoprotezione» pensata per tutta la cittadinanza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lisa Cesco
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