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11.09.2016

Alta Velocità, sullo Shunt decisione in autunno

Da dicembre i Frecciarossa nel tratto fra Brescia e Milano utilizzeranno la nuova linea della Tav
Da dicembre i Frecciarossa nel tratto fra Brescia e Milano utilizzeranno la nuova linea della Tav

Un fronte sta per chiudersi, un altro si apre. L’Alta velocità Treviglio-Brescia è cosa fatta, e a dicembre i primi Frecciarossa arriveranno alla Stazione centrale rinnovata per accoglierli. Ora le attenzioni sono puntate sulla continuazione verso Verona, e i nodi da sciogliere sono ancora tanti. Per quanto attiene alla città si chiamano quadruplicazione dei binari in uscita da Brescia oppure Shunt per Montichiari. La soluzione arriverà in autunno. Tra qualche mese Rfi avrà completato il suo studio di aggiornamento del traffico ferroviario sulla nuova linea, e ne conseguiranno scelte precise per Brescia. Le Ferrovie ci stanno lavorando da prima dell’estate, e i tempi fissati sono prossimi a scadere. Per ora ci sono state le prese di posizione verbali del ministro Graziano Delrio e dell’Ad di Ferrovie dello Stato Renato Mazzoncini.

Entrambe farebbero pensare che la Stazione cittadina avrà un ruolo centrale nel tracciato, e che la deviazione a sud verrà rimandata a tempi migliori se andrà bene. Ma sono prese di posizione che potrebbero anche scontrarsi con elementi ostativi, qualora emergessero. La realtà, per ora, è che tra le prescrizioni di Regione Lombardia in ordine alla tratta Brescia-Verona della Tav c’era l’aggiornamento del traffico ferroviario sulla nuova linea. Il ministro Delrio ha recepito quella prescrizione e nell’aprile scorso ha imposto a Rfi il nuovo studio tuttora in corso. Quello presentato a suo tempo, d’altronde, risaliva al 1999, ai tempi del primo Governo Prodi, ed era molto datato. Allora, si ricorderà, Rifondazione comunista e i Verdi avevano posto la condizione che sulla linea veloce entrassero pure le merci. E così accadde, con ogni probabilità senza chiedersi troppo se fosse davvero possibile sia in termini tecnologici che economici. Ora si torna punto e a capo. L’aggiornamento in corso dovrà dare tante risposte. Nella fattispecie dovrà precisare se esiste la possibilità di bypassare la Stazione centrale cittadina nel tratto Milano-Verona, e se è attendibile che le merci vadano sull’Alta capacità anziché sulla linea storica. Sono questi i temi più dibattuti, e i risultati avranno ricadute decisive sul ruolo futuro di Brescia nello scenario dell’Alta velocità.

VERO È CHE LE FERROVIE da tempo stanno studiando come ridurre al minimo l’impatto di un eventuale quadruplicamento dei binari in uscita dalla città verso Est, e già mandano segnali rassicuranti che limiterebbero a non più di tre o quattro gli immobili da abbattere. Neanche questo, tuttavia, vuol dire che il «no» allo Shunt sia cosa fatta. Questo studio si fa semplicemente per non trovarsi impreparati. Come è naturale che sia, ogni decisione sul tracciato alla fine verrà assunta sulla base di valutazioni economiche in relazione a un piano di servizio. Prima di decidere, insomma, bisognerà capire quali e quanti treni dovranno passare sui nuovi binari. MI.VA.

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