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lunedì, 18 dicembre 2017

Alternanza scuola-lavoro per ventimila studenti

La presentazione in Camera di Commercio dei dati sull’alternanza scuola-lavoro negli istituti scolastici bresciani (BATCH)

Due milioni di ore passate in azienda, probabilmente un record nazionale. È stato il tirocinio dentro l’impresa la forma più adottata di alternanza scuola-lavoro nella nostra provincia secondo i dati riassuntivi dell’Ufficio scolastico, parte di una rete regionale di monitoraggio, illustrati ieri in Camera di commercio da Daria Giunti, responsabile del settore. «Il tessuto economico bresciano è stato attivo e attento» il suo commento. Anche prima della legge istitutiva, la 107 del 2015 (che obbliga a 400 ore di alternanza nel triennio i tecnici e i professionali, a 200 i licei), l’esperienza dentro i luoghi di lavoro non era nuova dalle nostre parti, soprattutto per i tecnici e i professionali. Nel 2014-15, per esempio, 12mila ragazzi l’avevano provata. Ma l’anno scorso sono stati 20mila e per moltissime ore in più. Lo dice un monitoraggio su 54 delle 58 scuole interessate, statali e paritarie, quattro delle quali, su 19 totali, non hanno risposto. Appartengono a tutti cinque gli ambiti in cui è diviso il territorio. Le classi sono 1004, 449 terze, 422 quarte, 133 quinte. Tutto è partito da due protocolli, uno con l’Ats e l’Ispettorato del lavoro per la formazione alla sicurezza a scuola, l’altro con 41 realtà del mondo economico per l’alternanza divenuta obbligatoria per le terze e quarte nel 2016-17, facoltativa per le quinte che hanno perciò aderito solo al 28 per cento. Su 27.885 studenti del triennio superiore, il 72 per cento ha adempiuto all’obbligo, percentuale che sale al 91 per le terze e quarte, al 93 se si escludono le non statali. In 17.627, l’88 per cento, hanno scelto il tirocinio aziendale, anche nei licei, gli altri hanno sperimentato metodi innovativi e diversi. Però prima si sono preparati in classe, sia per la sicurezza che per un corretto approccio all’uscita formativa. Il monte ore più consistente rimane quello degli istituti professionali, particolarmente dell’alberghiero, dell’agrario, del socio-sanitario.

«COME ASSOCIAZIONE crediamo molto nell’alternanza e nell’orientamento che combatte l’abbandono scolastico. Nella mia azienda sei degli ultimi assunti erano stati tirocinanti e altri sei li avremmo presi se non avessero fatte scelte differenti» ha riferito Paola Artioli, presidente di Aso Siderurgica di Ospitaletto e vice presidente Aib. Daniela Maffoni di Apindustria ha auspicato un rinnovamento della scuola, al passo con i tempi. Eurocosmetics srl di Trenzano, di cui è amministratore delegato, dal 2013 è in contatto con l’Einaudi di Chiari e il Golgi di Brescia. Due ragazzi, dopo un tirocinio estivo l’anno precedente, si sono diplomati e sono stati assunti. Patrizia Bonaglia dell’Ust ha ricordato due casi di impresa formativa simulata e project work. Al Beretta di Gardone Valtrompia 80 studenti dell’Itis in collaborazione con la Saleri Italo di Lumezzane hanno prodotto 71 progetti di mobilità sostenibile. Studenti del Dandolo di Corzano hanno invece fondato una cooperativa grazie a Confcooperative. Coltivano frutta che i compagni dell’al- berghiero trasformeranno in marmellate o utilizzeranno per ricette inusuali e nuove.