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08.02.2018

Alzheimer, a Ginevra ora c’è un centro bresciano

Il nuovo Centro della Memoria di Frisoni si trova nel ristrutturato ospedale universitario di Ginevra
Il nuovo Centro della Memoria di Frisoni si trova nel ristrutturato ospedale universitario di Ginevra

Proprio quando si scopre che l’Italia è dietro la Svizzera per qualità della vita e influenza politica globale, un bresciano esporta in Svizzera un modello di cura per le persone con disturbi di memoria e i malati di Alzheimer. Giovanni Frisoni, neurologo e ex direttore scientifico dell’Irccs San Giovanni di Dio Fatebenefratelli, ha inaugurato ieri il nuovo Centro della memoria a Ginevra. Il centro nasce dalla stretta collaborazione con l'Istituto bresciano ed è opera degli Ospedali Universitari Riuniti di Ginevra. Condurrà attività di ricerca con le università di Ginevra e Losanna e con l'Irccs Fatebenefratelli di Brescia. La nuova istituzione sanitaria che offrirà diagnosi, presa in carico e terapie individualizzate, rappresenta il seguito naturale di 22 anni di lavoro clinico e di ricerca al Fatebenefratelli, orgoglio bresciano della ricerca e della cura dei malati di Alzheimer e con malattie psichiatriche. «La diagnosi viene effettuata con la tecnologia più avanzata disponibile in questo momento storico» racconta Frisoni. «Le esperienze effettuate a Brescia su risonanza magnetica e PET di amiloide, una delle due proteine tossiche che provocano la degenerazione nel cervello dei malati, hanno permesso di sviluppare una piattaforma diagnostica che include anche la PET della proteina tau, il secondo “killer molecolare” della malattia. Inoltre, abbiamo sviluppato un protocollo per valutare il rischio di sviluppare malattia di Alzheimer in persone con storia familiare o persone che sono semplicemente preoccupate di mantenere la memoria il più a lungo possibile». LA SOCIETÀ CIVILE svizzera è stata estremamente accogliente con il professor Frisoni. Grazie a un’alleanza con la locale associazione svizzera per la ricerca sulla malattia di Alzheimer, costruita negli oltre 4 anni durante i quali ha lavorato nella città lemanica, sono stati raccolti 3 milioni di franchi (circa 2.7 milioni di euro). Questi fondi hanno permesso di ristrutturare dei locali nel cuore dell’ospedale universitario e di assumere personale per offrire ai malati ginevrini (e non solo) accesso alle cure più avanzate per la malattia. «Gli attuali 350 metri quadrati saliranno a 550 nel giro di 2-4 anni, quando si concluderà un importante sforzo di ristrutturazione di un’intera ala dell’ospedale, in cui il Centro della Memoria e’ un elemento strategico» aggiunge Frisoni. L’esperienza bresciana è tuttavia lungi dall’essere conclusa. Una stretta collaborazione lega il centro di Ginevra con quello di Brescia. Studi congiunti di neuroimmagine avanzata e sul microbiota intestinale sono in corso su pazienti italiani e svizzeri con disturbi di memoria. «L’Irccs Fatebenefratelli desidera consolidare le collaborazioni internazionali con centri di eccellenza, come quello di Ginevra, per offrire ai malati bresciani una cura sempre al livello dei massimi standard internazionali» commenta Fra Marco Fabello, presidente del consiglio di amministrazione del Fatebenefratelli. La demenza è un’emergenza sanitaria: 16.000 persone sono colpite oggi nella provincia di Brescia e questo numero dovrebbe raddoppiare entro il 2035, portando le persone colpite a più di 30.000. A questi casi vanno aggiunte 60.000 persone con problemi di memoria più leggeri e senza perdita di autonomia, metà dei quali causati da una malattia progressiva neuro-degenerativa. Tra questi, 8 casi su 10 sono provocati dalla malattia di Alzheimer che colpisce più donne che uomini. Il Centro San Giovanni Di Dio - Fatebenefratelli di Brescia è un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico dal 1996 ed è il primo e tuttora unico Irccs specializzato nella riabilitazione psichiatrica e nella riabilitazione della malattia di Alzheimer. L'opzione preferenziale per i poveri ha indotto i Fatebenefratelli a convenzionare gli ospedali e i centri di riabilitazione con il Ssn. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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