CHIUDI
CHIUDI

12.02.2019

Areu, oltre un milione di chiamate all’anno

Quando si compone un numero di emergenza è bene sapere che dall’altro lato del telefono risponderà un centralinista qualificato e formato per gestire situazioni delicate e per inviare nel minor tempo possibile la segnalazione ai soccorritori. È la filosofia che sta alla base del Numero unico di emergenza 112 gestito da Areu, che dal dicembre 2014 ha sostituito in Lombardia i vecchi 113, 115 e 118 (ancora attivi, reindirizzano automaticamente al Nue). In città, in via Spalto San Marco, è in funzione una delle tre centrali operative regionali del Centro unico di risposta (a Milano e a Varese le altre due), filtro che analizza e smista il traffico di telefonate in ingresso provenienti dalla nostra provincia e dalle provincie di Sondrio, Mantova, Cremona, Lodi e Pavia. IL BACINO di utenza raggruppa circa 3 milioni di cittadini, per un numero totale di chiamate processate che lo scorso anno ha raggiunto quota 1 milione e 385 mila, con una media di circa 3 mila e 800 appelli giornalieri. Ma solo il 46 per cento del totale riguarda episodi di carattere realmente emergenziale e perciò «ammessi» al colloquio con la centrale operativa di secondo livello, incaricata di predisporre l'intervento: sorprende constatare quindi che ben il 54 per cento delle telefonate ricevute dal Cur di Brescia rientra nella galassia degli errori di digitazione, degli scherzi di cattivo gusto o della scelta dell’interlocutore sbagliato. Non poche persone si rivolgono infatti al 112 per chiedere informazioni sul rinnovo del passaporto o per conoscere gli orari di ambulatori e guardie mediche. Per fare chiarezza sulle competenze specifiche, ieri Areu ha promosso, in concomitanza con la giornata europea dedicata al 112, una mattinata di apertura straordinaria delle proprie centrali operative. Il Cur di Brescia non ha fatto eccezione, mostrando a una ventina di incuriositi visitatori le attività svolte regolarmente sul campo dai 41 operatori in servizio permanente (in rotazione su tre turni). Lo speciale open day è servito per illustrare le procedure seguite dai centralinisti per valutare le chiamate e per deviarle senza margine d’errore ai presidi di pronto intervento competenti. «L’operatore risponde in media dopo circa tre secondi e mezzo, mentre in meno di un minuto e mezzo dall’avvio della conversazione i soccorritori sono già in grado di far partire un mezzo incaricato di raggiungere il luogo della segnalazione», ha spiegato Lorenzo Biasio, coordinatore del Cur 112 di Brescia. La celerità della risposta è dovuta tanto all’abilità dei centralinisti - che devono avere mente lucida e nervi saldi per affrontare i casi più delicati - quanto a un preciso sistema di geolocalizzazione gestito dal Centro elaborazione dati interforze di Roma, che individua in tempo reale la posizione precisa del chiamante o la cella telefonica di riferimento, visualizzandola su una carta geografica condivisa. «Non è indispensabile che l’utente conosca l’indirizzo esatto del posto in cui si trova: ciò è utile sopratutto in circostanze di conclamato e imminente pericolo o quando dall’altra parte della cornetta ci sono bambini o anziani spaventati», ha chiarito Biasio, spiegando l’efficacia dell’App gratuita per smartphone Where Are U, in grado di collegare direttamente al 112 e di georeferenziare la richiesta anche nei casi in cui non sia possibile o sia sconsigliabile l’avvio di una conversazione vocale. •

Davide Vitacca
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1