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20.02.2019

Arquata rialza
la testa grazie
agli alpini

Il gruppo degli alpini di Brescia e della Valcamonica insieme alle penne nere marchigiane: un aiuto fraterno per le popolazioni colpite dal sisma
Il gruppo degli alpini di Brescia e della Valcamonica insieme alle penne nere marchigiane: un aiuto fraterno per le popolazioni colpite dal sisma

ARQUATA DEL TRONTO (Ascoli) Devastazione e rinascita: un’antitesi che da quasi tre anni accompagna gli abitanti di Arquata del Tronto. Quelli che ce l’hanno fatta a ripartire da zero, quando tutto sembrava perduto; quelli che ora e per sempre piangeranno i propri cari; quelli che hanno visto frantumarsi sotto gli occhi le fatiche di un’intera vita. La bellezza della natura si è trasformata in distruzione e morte: la forza dirompente di un terremoto ha dissolto i sogni e le attese di bambini e adulti. Un sisma che il 24 agosto del 2016, seguito da uno sciame sismico interminabile, ha portato allo sgretolamento di intere fazioni, paesi e borghi antichi, ora ridotti a cumuli di macerie. 145 i comuni colpiti, 299 i morti e migliaia gli sfollati. Solo Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, ha pianto 54 vittime: 11 di loro erano innocenti bambini, in villeggiatura a casa dei loro amati nonni. Un paese che oggi non c’è più e dove è tuttora impossibile accedere perché la cosiddetta «zona rossa» non intende ancora lasciare il posto alla ricostruzione. Con rassegnazione e speranza vanno avanti oggi gli abitanti. Alcuni si sono arresi, cedendo alla tristezza e trovando pace in un terribile gesto estremo ma tanti, fortunatamente la maggior parte, hanno deciso di ripartire confidando nelle proprie forze e nella solidarietà degli italiani. In prima linea sempre loro: gli instancabili e generosi alpini. A poche ore dal terremoto l’Associazione nazionale Alpini ha lanciato una raccolta fondi: in una manciata di mesi sono stati raccolti 3,5 milioni di euro. Soldi destinati «interamente» al sostegno delle zone terremotate attraverso «cinque azioni mirate»: la costruzione di fabbricati. A Visso e a Campotosto sono già stati inaugurati; ad Accumuli e a Preci si è in attesa che la macchina burocratica si sblocchi e ad Arquata del Tronto si è in dirittura di arrivo. Proprio qui, nel paese marchigiano con poco più di mille anime, la volontà, la maestria e l’altruismo delle penne nere bresciane rimarrà impresso nei loro cuori e nel nuovo centro polivalente la cui inaugurazione è prevista per il 14 aprile. «Siamo qui per verificare lo stato di avanzamento dei lavori e per organizzare l’evento inaugurale», hanno spiegato Gian Battista Turrini e Mario Sala, rispettivamente presidenti della sezione Ana di Brescia e della Vallecamonica, in visita ieri nel borgo distrutto. «Una presenza indispensabile quella degli alpini bresciani - ha sottolineato Michele Franchi, vice sindaco di Arquata - per l’impronta indelebile che lasceranno». La costruzione della struttura del centro è stata affidata, infatti, alla ditta Moretti di Erbusco e i lavori di completamento sono stati presi in carico dagli alpini delle tre sezioni provinciali: Brescia, Vallecamonica e Salò «Monte Suello».

«MEDIAMENTE ogni settimana, dal 7 gennaio, parte un gruppo di nostri volontari abili nell'edilizia. Sono gruppi omogenei e specializzati per fare in modo che i lavori procedano velocemente e senza intoppi», spiegano i presidenti. Il gruppo attuale con Angelo Chiecca, Dante Poetini, Piero Alquati, Quinto Quartini, Mario Capoferri, Fausto Guerini, Andrea Mondinini, Antonio Serioli e Giovanni Minelli si occuperà della rasatura delle pareti. Dopo di loro è attesa una squadra di elettricisti e dopo ancora di piastrellisti. Così via fino ad arrivare a fine marzo e a circa 80 volontari complessivi. «Un progetto che darà nuova speranza ai nostri cittadini», hanno sottolineato Sergio Mercuri, presidente Ana della sezione Marche e Mauro Corradetti, coordinatore della Protezione Civile Ana sezione Marche. Il centro, accanto ai villaggi Sae (Soluzioni abitative di emergenza), ospiterà tre uffici, la sede degli alpini locale e una sala di aggregazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Marta Giansanti
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