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12.02.2017

Assalto al Castello di luce
Tutti in fila per CidneOn

Tantissime le persone assiepate davanti al Castello in attesa di entrare
Tantissime le persone assiepate davanti al Castello in attesa di entrare

In prima fila c'è un cagnolino. Seduto, si guarda intorno, aspetta pazientemente l'arrivo delle 18.30 e, quando i vicini di posto applaudono, abbaia. Dietro di lui una marea umana: migliaia di persone, accalcate nel piazzale davanti al Castello e lungo la via che sale parallela alle mura esterne. Impossibile quantificarle, ma sono tantissime. E impossibile anche farle aspettare: nella folla il chiacchiericcio è quello dei grandi eventi. Le domande sono classiche: Ma ne varrà la pena? Quanto ci sarà da aspettare? Per il taglio del nastro, sul ponte che conduce all'ingresso, basta attendere solamente l'orario convenuto. CidneON, il Festival Internazionale delle Luci inizia in perfetto orario.

Ci sono il direttore artistico Fabio Larovere, dell'associazione Cieli Vibranti, il presidente del Comitato Amici del Cidneo Onlus, Giovanni Brondi, il sindaco Emilio Del Bono e la vice Laura Castelletti, insieme ad altri membri dell'amministrazione e all'assessore regionale Viviana Beccalossi. A servire il benvenuto di rito per tutti i presenti. Lì vicino, a controllare tutto, il padre nobile dell'evento, Robbert Ten Caten, del Glow Festival. Osserva stupito la risposta di pubblico, teso quanto basta per la buona riuscita della serata. E si confida: «Un castello bellissimo, me ne sono innamorato subito. E anche di Brescia, che sto imparando a conoscere. Lo ammetto, quando sono venuto la prima volta ero un po' spaventato per l'organizzazione, ma alla fine siamo riusciti a preparare tutto».

Con un pubblico così ampio però l'ingorgo «à la Christo» è inevitabile. E costringe gli organizzatori, dopo l'attesa nella prima parte della serata, a posizionare alcune transenne sul ponte d'accesso, in modo da facilitare lo scorrimento di chi entra e chi esce. Tra questi ultimi c'è la signora Patrizia, bresciana doc, a capo di un gruppo eterogeneo di amiche: «Il percorso mi è piaciuto, soprattutto la Fossa Viscontea con i musicisti. È stato veramente bellissimo. Forse l'unica piccola delusione si è rivelata l'Albero della Vita: me lo aspettavo molto più grande». Un giudizio che coincide con quello di Gianpaolo, arrivato da Castelcovati: «Un'esperienza positiva, c'era un po' di ressa all'inizio, ma penso fosse inevitabile. Il colpo d'occhio luminoso è fantastico, e ha reso ancora più bello il percorso nel Castello, che già conoscevamo. La scritta con i fiori dei bambini è stata infine un saluto perfetto: la parte che ho apprezzato maggiormente. Peccato per il sistema di entrata e uscita, l'unica cosa da migliorare a mio avviso». Viaggio dalla Bassa Bresciana anche per Anna e Alessio, coppia di Orzinuovi: «Siamo molto soddisfatti.

L'IDEA È interessante e particolare, quindi speriamo verrà riproposta». I due si dividono però sull'installazione preferita: per Anna è la fiamma Fire Tornado, sulla Torre dei Francesi, per Alessio le maschere luminose dell'artista torinese Richi Ferrero. L'ultimo commento è invece di Luca, residente a Sarezzo: «La valutazione è molto positiva. Si tratta di un progetto caratteristico, un'esperienza che non si era mai vista in città e che, quindi, ha attirato molte persone. Ho 50 anni e ho vissuto il Castello da bambino, quando c'era ancora lo zoo. Osservarlo sotto questa veste è sicuramente una cosa suggestiva. Penso in particolare ai giochi di colore. Da vedere, senza riserve». Per valutare con i propri occhi e decidere c'è tempo sino al 15 febbraio. Qualunque sia il giudizio, intanto una cosa è però certa: da ieri sera il Castello non sarà più lo stesso.

Jacopo Manessi
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