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13.01.2015

Attilio Mena non si piegò: a Dachau pagò con la vita

La posa della «pietra» in via Cavour ad Adro in ricordo di Attilio Mena
La posa della «pietra» in via Cavour ad Adro in ricordo di Attilio Mena

Ieri mattina, in via Cavour di fianco al cancello del cascinale nel centro storico di Adro, tra la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista e palazzo Bargnani Dandolo sede del municipio, Gunter Demnig, ha murato una delle oltre 45mila Stolpersteine, le pietre d'inciampo, con cui dal 2000 ha segnato in tutta Europa le case da cui partirono le vittime dello sterminio. Circondato da una folla commossa, l'artista ha murato nell'asfalto la targa d'ottone, grande come un sampietrino, con il nome di Attilio Emilio Mena, quarto di sette fratelli di una famiglia adrense, mandato in guerra in Albania, nella sanità dei Lupi di Toscana, nel 1940. Con la divisa dell'esercito Mena si trovava in Francia quando l'8 settembre del 1943 fu firmato l'armistizio. Arrestato e richiuso nel carcere di Peschiera per non essersi arruolato nelle milizie fasciste, il 20 settembre, con altri 1.790 italiani, in gran parte militari, fu inviato su carri bestiame a Dachau, prima che i famigliari potessero rivederlo.
IMMATRICOLATO con il numero 54.421 e il triangolo rosso di Schutzhäftling, «internato per misure di sicurezza», ridotto a uno spettro da venti mesi di lavori forzati, fu liberato dagli americani il 29 aprile, ma fu ucciso poche settimane dopo, il 22 maggio, a soli 33 anni dal tifo e dalla denutrizione nell'ospedale americano di Dachau dove era stato ricoverato. La posa della prima Pietra d'inciampo in Franciacorta, è stata curata dal nipote, nato pochi mesi dopo la morte dello zio, a cui fu dato lo stesso nome. Durante la cerimonia introdotta da Chiara, docente dell'Istituto Madonna della neve, figlia di Attilio Mena, è stata rievocata la vita del 33enne che «scelse di non piegarsi» rifiutando di arruolarsi nell'esercito repubblichino dopo l'armistizio.
La muratura del sampietrino di ottone è stata seguita in silenzio da cittadini, studenti, rappresentanti di associazioni, autorità, con l'accompagnamento della colonna sonora di Schlinderlist.
Alberto Franchi, presidente della Cooperativa cattolico democratica di cultura, che ha curato l'edizione della pubblicazione «Pietre d'inciampo» ha sottolineato l'importanza del ricordo, un tema ripreso anche dal sindaco di Adro Paolo Rosa. La cerimonia è proseguita nell'auditorium Puccini, con un mini concerto e una lettura animata accompagnata dalla proiezione di foto storiche del periodo, curata dalla scuole medie statale e paritaria e dal liceo Madonna della neve.G.C.C.

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