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21.04.2017

Aumento polmonite
Brescia sotto
osservazione

Un esame spirometrico per valutare la funzionalità respiratoria Le malattie broncopolmonari sono tra le principali cause di morte
Un esame spirometrico per valutare la funzionalità respiratoria Le malattie broncopolmonari sono tra le principali cause di morte

Non è allarme, ma qualche motivo di preoccupazione c’è. Nel 2016 a Brescia sono aumentati i casi di polmoniti di tipo comunitario, contratte nei comuni ambienti di lavoro. «Si pensava fossero ormai patologie in via di estinzione invece restano con una consistenza importante - spiega Giovanni Vitrone, dirigente della Divisione di Pneumologia degli Spedali Civili -. L’incidenza delle polmoniti comunitarie varia tra 1,6 e 16 pazienti su 1.000 e colpisce con più frequenza gli ultrasessantenni con una o più patologie concomitanti. In Italia, in genere, si registra un picco di casi nei mesi di febbraio e marzo. Per quel che riguarda Brescia - aggiunge - all’unità di Pneumologia del Civile nel 2016 ci sono stati 260 casi con un tasso di mortalità del 4 per cento di persone con età media superiore agli 82 anni». Il raffronto con gli scarni dati disponibili relativi agli anni precedenti mostrerebbe un incremento della loro incidenza, nonché - sottolinea Vitrone - «un significativo aumento dell’età media dei pazienti e della durata delle degenze. Sono indicatori di grande importanza che andranno verificati in futuro sulla base di dati più cospicui, raccolti con superiore regolarità». Va evidenziato che esistono condizioni che favoriscono la polmonite, come il fumo di sigaretta e l’abuso di alcol. Anche essere sottopeso o avere una scarsa igiene dentale possono essere fattori di rischio, così come la presenza di malattie o disturbi cronici tra cui: patologie respiratorie, problemi cardiovascolari, malattia di Parkinson, epilessia, demenza, diabete mellito, malattia epatica, infezione da Hiv. Ma il tema richiede un’analisi attenta.

DI TUTTO QUESTO si parlerà domani mattina in occasione dell’8° convegno «Brescia Pneumologica» promosso dall’Ordine dei Medici nella sede di via Lamarmora 167. Sarà l’occasione per un focus sulla malattie broncopolmonari nel Bresciano. È un appuntamento che si prefigge di «riunire sotto una progettualità condivisa tutti i soggetti che si occupano di patologie pneumologiche, dai medici agli infermieri fino alle associazioni dei pazienti», ha spiegato Germano Bettoncelli, medico di medicina generale che fa parte del coordinamento scientifico di «Brescia Pneumologica».

Oltre all’aumento dei casi di polmonite un altro elemento che verrà approfondito al convegno è il legame tra criticità ambientali e patologie respiratorie che sono «strettamente correlate sia al grado di inquinamento sia alle oscillazioni delle diverse particelle durante l’anno», ha precisato Luciano Corda, dirigente della Prima Divisione di Medicina interna del Civile. E Bettoncelli conferma: «Oggi siamo più in grado di mettere in relazione i meccanismi biologici ai dati inquinanti, il problema è che noi medici siamo impotenti, è un compito della politica intervenire». Un appello raccolto da Donatella Albini, consigliera comunale delegata alla Sanità che ricorda come sia «dovere del Comune prendersi cura della salute primaria dei cittadini, con scelte coraggiose e formazione specifica».

UN ASPETTO di novità emergente è relativo alla questione vaccinale: anche in ambito pneumologico negli ultimi tempi si nota in Italia un «ritardo nell’utilizzo della vaccinazione contro lo pneumococco», spiega Carlo Lombardi, responsabile dell’Unità Operativa di allergologia e malattie respiratorie della Fondazione Poliambulanza. Lo stesso si è registrato per il vaccino influenzale durante l’inverno appena trascorso: «Gli anni scorsi avevamo un tasso di vaccinazioni del 70 per cento che è calato in modo significativo, anche se i dati certi sono difficilmente reperibili», aggiunge.

Non mancherà infine una riflessione sulla «diminuzione dell’efficacia degli antibiotici e l’aumento dei costi per la ricerca di nuove molecole».

Con l’iniziativa di domani Brescia dimostra la sua attenzione ai temi delle patologie respiratorie. Va ricordato infatti che asma, polmoniti, interstiziopatie, fibrosi cistica e le patologie respiratorie in generale sono tra le principali cause di morte a livello mondiale e l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che alle stesse patologie sia riconducibile un decimo di tutte le disabilità registrate. Altrettanto rilevante è l’impatto delle malattie respiratorie sui servizi sanitari, in particolare sui ricoveri ospedalieri.

Irene Panighetti
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