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21.05.2017

Baresi: «Le Iene disinformano e istigano odio»

Gaetano Pecoraro de «Le Iene» con Eugenio Baresi in piazza Loggia
Gaetano Pecoraro de «Le Iene» con Eugenio Baresi in piazza Loggia

Lo hanno accusato di aver preso posizione contro una puntata de «Le Iene» soltanto per pubblicizzare il suo libro su Ustica. Lo hanno accusato di aver cercato la pubblicità sulla pelle degli 82 morti della strage del 1980. E con questa allusione le Iene venute ad intervistare Eugenio Baresi hanno chiuso il servizio del 17 maggio. In piazza l’intervista è durata un’ora, ma in onda sono andati pochi secondi, e per di più di questi secondi metà erano di fuorionda «tutto per irridermi e farmi passare per uno che vampirizza i morti», accusa Baresi. «Non è stato possibile spiegare, del resto a lui (l’inviato Gaetano Pecoraro, ndr) non interessava. La televisione in mano alle Iene è uno strumento per sfottere, nient’altro. Combattere l'ignoranza è impossibile perché se uno non capisce la differenza di sostanza, rispetto alla determinazione di un fatto, fra sentenze penali e civili non è possibile ragionare. Se uno ti insulta dicendoti che la sentenza è di un tribunale penale mentre è di un tribunale civile è impossibile interloquire».

E QUANTO è riuscito a dire davanti alle telecamere, poi, manco è stato trasmesso. «È inammissibile che ci siano trasmissioni che con il falso più perverso, tirando in ballo i morti, insultino chi chiede quello che loro dovrebbero chiedere: l'impegno per far vincere la verità! - sostiene Baresi -. Questo modo di fare informazione dovrebbe richiamare l’attenzione delle istituzioni, dell’ordine dei giornalisti, della magistratura. Non per altro, ma per una questione di dignità di un Paese civile».

Uno dei punti in discussione, già al centro della puntata delle Iene del 2 maggio, quella contestata da Baresi, erano le presunte firme false del presidente Pertini e dell’ allora ministro della Difesa Spadolini. Contraffazioni assodate per le Iene, non per Baresi: «Ma secondo voi è immaginabile che un atto firmato da un presidente della Repubblica, controfirmato da un ministro, noto e pubblico quando questi erano in vita, sia potuto esistere senza che gli stessi Pertini e Spadolini dicessero nulla? Le istituzioni dello Stato di oggi vogliono parlare? O abbiamo avuto così alte cariche dello Stato che conoscevano atti compiuti a loro insaputa... e stavano zitti?». Argomenti «non pervenuti» nella puntata del 17: «Avrei voluto spiegare che i tribunali civili si basano sulle carte che presentano le parti: solo sulle carte presentate! - spiega Baresi - Ma come spiegarlo a gente che è venuta a Brescia e ha montato indegnamente le riprese istigando all’odio?». Baresi si riferisce agli strascichi di post su Facebook. Ne sono apparsi di violentissimi e minacciosi nei suoi confronti. Amara la chiosa dopo avere rivisto la registrazione: «Questi sono peggio dei cattivi maestri del terrorismo brigatista». E.B.

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