CHIUDI
CHIUDI
Seguici
Sezioni
Servizi
Cerca

08.02.2018

Beni sequestrati per mezzo milione e lotta al riciclaggio

Si nutre di corruzione, genera nuove strategie diramando i suoi artigli tra vecchi e nuovi business, contamina – e segna – il territorio oltrepassando i confini nazionali, si impone a colpi di denaro. I sodalizi criminali che emergono dalla relazione della Dia relativa al primo semestre 2017 e presentata dal ministro dell'Interno al Parlamento, confermano la loro evoluzione in tutta Italia, Brescia compresa. Mafia, 'ndrangheta, camorra, criminalità straniera e riciclaggio non mancano sul territorio dove, per contro, è sempre più vasto l'impegno degli organismi deputati a svolgere anche attività preventive. I DATI RELATIVI all'impegno della Dia di Brescia nel distretto, parlano di accertamenti su oltre 1500 aziende e 10mila persone fisiche. Tra i mesi di gennaio e febbraio gli investigatori hanno confiscato 109 beni per un valore di oltre mezzo milione di euro un calabrese residente a Capriolo gravemente indiziato di appartenere alla 'ndrangheta e condannato per usura ed estorsione. Nelle 335 pagine della relazione semestrale, nella quale «Brescia» compare una decina di volte, si fa riferimento anche all'indagine «Ring new» quando la Guardia di Finanza arrestò 6 cittadini albanesi e due italiani che avevano costituito un'associazione a delinquere di stanza a Brescia con «collegamenti in altre zone del territorio nazionale e in grado di sfruttare i canali esteri – segnatamente il Belgio, la Grecia e la Bulgaria – per importare ingenti quantitativi di cocaina, eroina, marijuana ed hashish». C'è poi «Cosa nostra» che, spiega il rapporto, si avvale di «colletti bianchi e professionisti per riciclare e investire capitali illeciti oltre la regione d'origine». L'attività antiriciclaggio è prioritaria per la Dia che ha affinato i propri sistemi informatici. La Lombardia a livello nazionale continua a detenere il triste primato con 45.832 segnalazioni di operazioni sospette, pari al 20,69 per cento del totale. Risale all'11 maggio 2017 la confisca di quattro beni immobili e di disponibilità finanziarie di una persona vicina alle cosche mafiose, dedita a traffici delittuosi, comprovati da numerosi precedenti penali. Nel rapporto si fa infine riferimento alle inchieste della magistratura di Brescia sulla criminalità nigeriana. • P.BUI.

P.BUI.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1